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Iran-Usa, prove generali di distensione

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Iran-Usa, prove generali di distensione

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Una svolta è possibile nei rapporti tra Teheran e Washington. Le aperture del presidente americano e del suo omologo iraniano all’Assemblea generale dell’Onu appaiono come il prologo a un disgelo, dopo 34 anni di ostilità. Così Hassan Rohani, nel suo intervento di giovedì: “L’Iran non pone alcuna minaccia, né alla stabilità regionale, né al mondo. Al contrario, sia nelle intenzioni che nella pratica concreta, il mio paese ha rappresentato un polo di giustizia e di sicurezza generale”.

Nial O’Reilly, euronews: “Il nostro corrispondente da Washington, Stefan Grobe, ha analizzato per noi gli sviluppi a cui abbiamo assistito al Palazzo di Vetro. L’intervento del presidente Rohani è parso conciliante. Ma qual è il messaggio centrale? Che cosa ci ha detto Rohani della nuova realtà iraniana?”

Stefan Grobe, euronews: “Credo che le sue parole fossero rivolte in parte alla comunità internazionale e in parte agli iraniani. Ha auspicato tolleranza e comprensione reciproca e, naturalmente, ha ribadito che non c‘è spazio per armi nucleari nel futuro dell’Iran. D’altra parte, però, non ha avanzato proposte concrete per arrivare a un compromesso sulla questione del nucleare. A uso interno, ha criticato le sanzioni internazionali, affermando che hanno isolato economicamente il paese e danneggiato i suoi abitanti”.

Una posizione che Rohani ha ribadito in altri passaggi del suo discorso: “L’Iran auspica una collaborazione costruttiva con altri paesi sulla base del rispetto reciproco e di interessi condivisi. Di conseguenza, non vogliamo aumentare le tensioni con gli Stati Uniti”.

Nial O’Reilly: “Quale è stata la reazione dell’amministrazione Obama e dell’opinione pubblica americana?”

Stefan Grobe: “L’amministrazione Obama è forse un po’ delusa perché non c‘è stata una stretta di mano. In privato, aveva fatto sapere alla delegazione iraniana che era pronta a discussioni informali ai margini dell’Assemblea generale, ma non a un incontro bilaterale. Per gli iraniani, si è rivelata un’opzione troppo complicata. Quindi c‘è una certa delusione, ma anche un po’ di scetticismo, specialmente tra i membri del Congresso schierati sulle posizioni israeliane”.

Giovedì prossimo, il segretario di Stato americano e il ministro degli Esteri iraniano parteciperanno a una riunione del gruppo “Cinque più uno” sul dossier nucleare. Sarà l’incontro di più alto livello tra i rappresentanti dei due paesi dal 1979.