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Russia: attivisti di Greenpeace accusati di pirateria

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Russia: attivisti di Greenpeace accusati di pirateria

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Saranno processati i 30 attivisti di Greenpeace arrestati la settimana scorsa mentre abbordavano la piattaforma petrolifera offshore della Gazprom nell’Artico russo per protestare contro i possibili danni all’ambiente.
Dovranno rispondere dell’accusa di pirateria, punibile con pene fino a 15 anni di carcere.

Gli inquirenti spiegano: “Quando un’imbarcazione straniera piena di strumentazione elettronica per scopi sconosciuti e persone che si definiscono attivisti ambientalisti cercano di attaccare una piattaforma petrolifera, è legittimo dubitare delle loro intenzioni.”

I militanti affermano che l’attivismo è indispensabile quando i governi non ascoltano gli appelli della comunità scientifica sui rischi ambientali.

“Gli attivisti di Greenpeace della nave “Arctic sunrise” – dichiara un’altra militante Yevgenia Belyakova” hanno chiesto di fermare i pericolosi progetti di perforazione petrolifera nell’Artico e lo hanno chiesto con azioni pacifiche, non-violente. Speriamo che le autorità capiscano di avere sbagliato, capiscano che l’arresto degli attivisti era illegale e li rimandino presto a casa.”

Gli arrestati provengono da una quindicina di Paesi. Circa 400.000 persone hanno firmato petizioni per chiedere la loro liberazione.

Gazprom prevede di avviare la produzione sulla piattaforma Prirazlomnaia nel primo trimestre 2014 e gli ecologisti denunciano il rischio di inquinamento in una zona vicina a tre riserve naturali protette dalla legge russa.