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Nairobi, è finita. La polizia riconquista il centro commerciale

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Nairobi, è finita. La polizia riconquista il centro commerciale

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Dopo quattro giorni di braccio di ferro le forze di sicurezza keniane hanno ripreso il controllo del centro commerciale di Nairobi, mettendo fine alla presa di ostaggi compiuta sabato da un commando di fondamentalisti islamici.

I terroristi, legati alla organizzazione somala al-Shabbab, erano penetrati armati nei locali commerciali, sparando all’impazzata e prendendo in ostaggio diverse decine di persone.

“Lo scontro con i terroristi del Centro commerciale ha provocato 240 feriti”, ha detto il presidente Kenyatta in tv. “Sessantuno civili sono morti e anche sei agenti della sicurezza. Tre piani dell’edificio sono crollati e ci sono molti corpi intrappolati là sotto, compresi dei terroristi”.

In giornata si era diffusa la voce, alimentata da un comunicato dei terroristi, secondo la quale all’interno dell’edificio vi sarebbe stato un “numero incalcolabile di cadaveri”.

Inoltre, da lunedi un incendio, forse appiccato dagli stessi miliziani, ha cominciato a produrre una fitta colonna di fumo nero. Le fiamme potrebbero aver causato anche il cedimento strutturale dell’edificio.

Nelle stesse ore in cui si giocava il finale di partita con il commando armato, poco lontano dal luogo dell’assedio cominciavano a celebrarsi i primi funerali delle vittime keniane. Da mercoledi il paese osserverà tre giorni di lutto nazionale, in segno di solidarietà con le vittime.

Secondo la polizia il commando sarebbe stato composto da stranieri, e avrebbe avuto al suo interno anche cittadini occidentali. Un particolare questo smentito dal portavoce dei terroristi, ma che torna nei racconti di qualche testimone.

Una dipendente di un negozio nel centro commerciale, ha detto di aver visto una donna dalla pelle bianca tra i terroristi.

Al Shabbab ha già annunciato nuove azioni contro Nairobi, con lo scopo di costringere il Kenya a ritirare il proprio esercito dalla Somalia, dove combatte accanto alle forze governative contro i radicali islamici.