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Grecia, ispettori della troika ad Atene tra le proteste

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Grecia, ispettori della troika ad Atene tra le proteste

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Hanno invaso le strade di Atene, ancora una volta. Protestano contro lo schema di mobilità che il governo greco dovrà imporre a oltre 12 mila dipendenti pubblici entro fine mese.

Sono soprattutto insegnanti di liceo. Hanno dato il via ad accese proteste dopo l’inizio dell’anno accademico. Al loro fianco anche dipendenti del fisco e della sanità. Con una copertura mediatica costante dei giornalisti, pure loro solidali.

“Questa politica di licenziamenti, disoccupazione, povertà e depravazione non può più continuare”, dice Odysseus Drivalas, presidente del sindacato Adedy. “I politici devono cambiarla oppure andarsene a casa”.

“Tutti devono agire per cambiare queste politiche”, gli fa eco un manifestante. “Non solo queste sacrificano i lavoratori per aderire alle richieste della troika di ridurre il settore pubblico, ma avranno enormi conseguenze per la società perché riducono i servizi sociali”.

Al ministero per le Riforme, intanto, prosegue il via-vai degli ispettori. Dal 2010 il Paese ellenico dipende in tutto e per tutto dalle tranches di aiuti erogate dalla “troika”: Commissione europea, Bce e Fondo monetario.

In cambio, ha promesso rigide misure di austerity sulla cui imposizione i creditori vigilano regolarmente.

Stavolta i loro rappresentanti sono venuti a controllare il bilancio per il 2014. Per Atene il peggio è alle spalle e la ripresa sta per arrivare, ma, secondo i media greci, gli ispettori non sono altrettanto ottimisti.