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Affaire Bettencourt: Sarkozy resta indagato per circonvenzione d'incapace

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Affaire Bettencourt: Sarkozy resta indagato per circonvenzione d'incapace

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“Bisogna mettersi d’accordo: la mia campagna elettorale è stata finanziata da Gheddafi, dalla fornitura di sommergibili al Pakistan o dalla signora Bettencourt?”: questa domanda ironica che Nicolas Sarkozy poneva nel 2012, oggi assume ben altri toni perché sintetizza i suoi tre guai giudiziari. Uno su tutti, l’affaire Bettencourt per il quale Sarkozy resta formalmente indagato.

La sezione istruttoria della corte d’appello di Bordeaux ha accolto la perizia medica che attesta la demenza senile di Liliane Bettencourt a partire dal 2006. Sarkozy è indagato per ‘abus de faiblesse’ ovvero circonvenzione d’incapace.
Secondo il giudice istruttore Jean-Michel Gentil nel 2007 l’allora candidato all’Eliseo avrebbe incontrato spesso l’anziana miliardaria erede ‘L’Oreal’ approfittando della sua scarsa lucidità per finanziare illecitamente la sua campagna elettorale. Sarkozy sostiene, invece, di essere entrato a casa Bettencourt una sola volta, e per pochi minuti, il 24 febbraio 2007.

Rischia ora tre anni di carcere e 5 anni di ineleggibilità. Resta sotto inchiesta anche l’ex ministro del lavoro Éric Woerth Woerth, tesoriere del partito e della sua campagna all’epoca dei fatti. Secondo il giudice, Sarkozy avrebbe convinto la Bettencourt a dare illegalmente del denaro a Éric Woerth. Sarebbero quattro i milioni di euro di finanziamento illecito al partito Ump, con sette versamenti sospetti tra il 2007 e il 2009.

Nicolas Sarkozy ritiene che il trattamento a lui riservato dai giudici di Bordeaux sia “scandaloso”. Il suo avvocato, Thierry Herzog, mette in dubbio l’imparzialità del magistrato Jean-Michel Gentil e parla di accuse “incoerenti sul piano giuridico e ingiuste” tentando invano il ricorso per chiedere la nullità del provvedimento.

Sono altri due i casi giudiziari che coinvolgono Sarkozy: le tangenti per i sottomarini pachistani dell’affare Karachi e i legami sospetti con Gheddafi. Ma sono per ora i tentacoli dello scandalo Bettencourt che rischiano di strozzare la sua carriera politica, tagliandogli la strada verso un possibile ritorno alle presidenziali del 2017.