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Pussy Riot. Nadia in sciopero della fame contro minacce morte

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Pussy Riot. Nadia in sciopero della fame contro minacce morte

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Un girone dantesco con condizioni di lavoro disumane, violenze all’ordine del giorno ed infine una minaccia di morte da parte del Vice direttore del carcere. Nadezhda Tolokonnikova, leader del gruppo punk russo Pussy Riot, ha annunciato uno sciopero della fame ad oltranza come estrema forma di protesta. Il marito della donna Peter Verzilov:

“Prima che la situazione degenerasse nelle ultime settimane” dice “Nadia aveva cercato di cambiare le cose dall’interno, dentro alla prigione. Ma poi ha capito che era impossibile e al culmine dei suoi sforzi ha ricevuto una minaccia di morte da parte dell’amministrazione del carcere”.

Dalla cattedrale del Cristo Salvatore di Mosca al campo di lavoro femminile numero 14 in Mordovia, 600 chilometri a Est della capitale. Era il 21 febbraio quando il gruppo di giovani lanciò la provocazione inscenando un’Ave Maria contro Vladimir Puntin durante la celebrazione della messa. Condannata a due anni di reclusione, Nadia ha scontato metà della pena.