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Il partito antieuropeista rivelazione delle politiche tedesche

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Il partito antieuropeista rivelazione delle politiche tedesche

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Solo una manciata di decimali separa il partito anti-euro dal Bundestag. Anche se non dovesse arrivarci, Non male per Bernd Lucke, economista novellino in politica. Lucke ha creato Alternative für Deutschland solo pochi mesi fa, è immediatamente diventato protagonista della campagna elettorale e ora, qualunque sia il destino dell’Afd, fuori o dentro dal parlamento, i temi che propone, fra cui l’uscita dall’euro, peseranno sempre più sul dibattito politico tedesco:

“I partiti tradizionali già avevano capito che non potevano più permettersi tutto. Adesso sanno che ci sarà un’opposizione, un’opposizione che sale direttamente dalla società civile. Dico a quei partiti che non sarà più possibile sopravvivere all’ombra delle strutture incrostate di questo stato, perché adesso c‘è un’opposizione”.

Lucke usa l’espressione strutture ‘incrostate’, ma in campagna ne ha usata un’altra che ha fatto drizzare i capelli: ha parlato di ‘politica degenerata’, termine che ha ricordato l’‘arte degenerata’ di nazista memoria.

I suoi sostenitori dicono:

“Il risultato è positivo, è un buon giorno per la Germania – dice un uomo – Perché adesso arriveranno le giuste risposte alla crisi dell’eurozona e migliorerà la qualità del dibattito”.

“L’euro è diventato antieuropeo – aggiunge un altro – La moneta unica era stato concepita come un collante per l’Europa ed è diventata l’elemento che rischia di far implodere l’idea europea”.

In nostro inviato Sebastian Saam:

“Il partito anti-euro si chiama Afd. Può sorprendere che ci siano potenziali elettori, in particolare in Germania, che dubitino dell’effetto di stabilizzazione della moneta unica. Il prossimo obiettivo del partito sono le elezioni europee dell’anno prissimo”.