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La scuola tedesca, la formazione a misura di Länder...

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La scuola tedesca, la formazione a misura di Länder...

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Questa settimana “Learning World” va in Germania per esplorarne i differenti sistemi educativi. L’offerta formativa è declinata in funzione della capacità degli allievi e delle convinzioni dei genitori.
La Germania è organizzata sul modello federale. Ogni regione (land) organizza l’insegnamento e le prove d’esame in una maniera leggermente differente. Come avviene in pratica? Quali sono i vantaggi e gli inconvenienti?

La Baviera e il riconoscimento dei titoli – La storia di Patricia è molto indicativa

Lei è una giovane professoressa. Avrebbe i titoli per insegnare in una scuola secondaria, ma non ha studiato in Baviera, dove si è stabilita e dove il suo diploma, ottenuto nel Land del Brandeburgo (nel nord est della Germania), non è riconosciuto. “Se i vostri studi non sono rinosciuti in pieno e se il vostro diploma è considerato inferiore, allora vi sentirete male e un po’ discriminati – ci spiega. La Germania è un Paese nel quale, per ragioni storiche, non basta un solo ministero dell’istruzione, ma di fatto ci sono sedici ministeri federali in tutto il Paese. Il risultato è concorrenza tra Stati Federali, norme diverse e diverse qualità della formazione. Patricia si batte da 2 anni per ottenere che il suo diploma sia riconosciuto. Un iter burocratico sofferto, malgrado il suo curriculum scolastico nel Brandeburgo fosse tra i migliori. Si sente un po’ come se avesse studiato all’estero.

Il sistema doppio

Ma non è tutto. In Germania ci sono studenti che seguono corsi, molto gettonati, che lasciano alcuni giorni liberi. Questo significa che vanno a scuola 2-3 giorni a settimana e al lavoro nei restanti giorni.
Julian studia in una scuola professionale ad Hannover. E’ uno tra i 2 milioni e mezzo di studenti che hanno optato per il cosiddetto sistema “doppio”…

Il sistema doppio è finalizzato all’insegnamento delle professioni per i giovani di età superiore ai 16 anni. Unisce uno o due giorni di lezioni a settimana a scuola con un apprendistato nelle aziende.

Per ottenere la certificatizione, l’allievo deve passare esami pratici e teorici. La formazione professionale dura da due 2 a 3 anni e mezzo. Il lavoro è pagato dall’azienda come un impiego part-time.
Questo sistema è stato creato nel 18 secolo, ma funziona ancora. Ed è un buon modo di lottare contro la disoccupazione.

Tuttavia i costi per lo Stato sono elevati. Le macchine e le strumentazioni utilizzati nelle scuole devono essere all’avanguardia. In questo tipo di scuole quasi l’80% degli allievi ottiene un lavoro alla fine degli studi.

Info: www.destatis.de
www.dihk.de

Il metodo Waldorf

E se ce non ci fosse ancora abbastanza possibilità di scelta, ecco che in Germania ci sono anche le “scuole alternative”. Ovvero l’insegnamento a misura dei propri valori e modi di pensare. Le scuole “Waldorf” ne sono un esempio. Qui le tre R (che in inglese stanno per leggere, scrivere e far di conto) convivono con altre competenze meno accademiche. Ma questo medoto fa discutere.
La prima scuola Waldorf è stata fondata in Germania nel 1919 dalla filosofa austrica Rudolf Steiner. Oggi ce ne sono piú di 200 dalle materne a quelle secondarie. Steiner è peraltro la fondatrice dell’antroposofia, una filosofia che crede che l’intelletto umano sia capace di comunicare con i mondi spirituali. E qui risiede la principale critica verso la pedagogia Waldorf, accusata di formare all’antroposofia in maniera subliminale. I docenti Waldorf non vedono alcun indottrinanmento, piuttosto un valore aggiunto di conoscenza Quando si parla di scuole Waldorf non si puó generalizzare. Seguono una pedagogia comune, ma ognuna di esse è indipendente. Del resto, non hanno libri di testo unificanti. Gli insegnanti hanno lo stesso programma che svolgono secondo il ritmo degli allievi. Di solito un docente segue la stessa classe per 8 anni. Gli esperti Waldorf paragonano la classe a una famiglia. Per diretta conseguenza, gli insegnanti hanno molta libertà, ma una piú grande responsabilità.

Info e fonti:

Bund der Freie Waldorfschulen: http://www.waldorfschule.de

Die Skeptiker: http://www.gwup.org