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Svizzera, referendum per decidere il futuro del servizio di leva

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Svizzera, referendum per decidere il futuro del servizio di leva

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Ha ancora senso la coscrizione obbligatoria in un paese che non ha conosciuto guerre da duecento anni a questa parte? La Svizzera deciderà nel fine settimana per referendum: il terzo in vent’anni.

Il gruppo che ha raccolto le 100mila firme necessarie per mettere la questione al voto propone di sostituire il servizio di leva con un esercito di professionisti, che costerebbe di meno.

Evi Allemann, esperta di sicurezza nazionale per il partito Socialdemocratico: “Il servizio obbligatorio è un retaggio del passato che oggi non possiamo più permetterci, né finanziariamente né politicamente. Non è più in questo modo che si difende la nazione”.

Molti non sono d’accordo, a cominciare dal titolare elvetico della difesa, Ueli Maurer, secondo il quale il servizio di leva contribuisce a forgiare l’identità svizzera. Nella confederazione, ogni uomo abile deve integrare le forze armate per 260 giorni.

Maurer: “Un esercito di volontari sarebbe un’opzione peggiore, più costosa. E avrebbe meno competenze, non sarebbe in grado di garantire la nostra sicurezza perché non possiamo sapere se ci sarebbero volontari a sufficenza, né che tipo di persone sarebbero. Abbiamo bisogno della coscrizione obbligatoria”.

Terminato il servizio di leva, ogni cittadino svizzero è tenuto a custodire in casa fucile e pistola di ordinanza. Un aspetto che, dopo svariati episodi di cronaca nera, non manca di suscitare polemiche.