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Federal Reserve, un vertice ricco di sorprese

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Federal Reserve, un vertice ricco di sorprese

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La prima sorpresa è che la Federal Reserve è ancora capace di sorprendere.

Al termine del consiglio direttivo di questa settimana, la banca centrale americana ha spiazzato analisti del calibro di Goldman Sachs, rimandando a data da destinarsi la riduzione nel programma di stimoli.

La seconda sorpresa è che, come sottolineato dal presidente Ben Bernanke (il cui mandato scade a gennaio), la ripresa vista finora non si è rivelata abbastanza convincente.

“Siamo stati troppo ottimisti sulla crescita dell’anno prossimo. Il tasso di crescita potenziale dell’economia è stato rallentato”, ha dichiarato.

“Come ho già detto – prosegue – le condizioni nel mercato del lavoro oggi sono ancora lontane da ciò che vorremmo vedere. Ciononostante, progressi significativi sono stati fatti durante l’anno da quando abbiamo annunciato il programma di acquisto di titoli”.

La Federal Reserve ha deciso di mantenere invariato il ritmo con cui, ogni mese, acquista titoli del Tesoro e bond ipotecari per 85 miliardi di dollari.

Contemporaneamente ha lasciato i tassi di interesse invariati vicini allo zero, ma ha anche modificato le previsioni di crescita per il 2013 ad una forbice tra il 2% e il 2,3%, in ribasso rispetto a giugno.

“La Fed ancora non è del tutto sicura che l’espansione vista nell’economia statunitense sia in grado di sostenersi da sola, dice il professor White della NYU Stern Business School. “È convinta che ancora necessiti di questo tipo di stimoli”.

Nonostante i miglioramenti del mercato del lavoro, la disoccupazione si attesta ancora al 7,3%. L’obiettivo del 6,5%, scelto come soglia per un rialzo dei tassi, è lontano, e alla Fed sono preoccupati per un calo che sembra essere legato solo al tasso di partecipazione.

Il mercato immobiliare, l’altro pilastro dell’economia americana, ha dato altrettanti segnali di ripresa, ma il rialzo nei tassi dei mutui osservato negli ultimi mesi potrebbe tagliargli le gambe.

Insomma, l’economia procede ad un passo ancora “moderato”, e Bernanke ha voluto ancora una volta sottolineare che niente è scritto nella pietra.

I mercati, intanto, già ricominciano a scommettere sull’inizio della frenata. Ottobre? Dicembre? Forse, sarà il successore di Bernanke, dopo gennaio, a doverci pensare.