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Docks Art Fair: successo a Lione per la rassegna d'arte contemporanea. Boom di artisti emergenti

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Docks Art Fair: successo a Lione per la rassegna d'arte contemporanea. Boom di artisti emergenti

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35 gallerie con stand monografici di qualità. Anche quest’anno la Docks Art Fair, la rassegna internazionale d’arte contemporanea, è stata protagonista a Lione all’interno della Biennale. Nata nel 2007, la Docks Art Fair, attira esperti e appassionati da ogni parte d’Europa. Sotto i riflettori artisti emergenti di tutto il mondo.

“ Ho notato che chi viene a visitare la Docks Art Fair, spiega Olivier Houg, direttore e fondatore della rassegna, è un pubblico più o meno fedele, anche se ogni anno si aggiungono sempre nuovi visitatori”.

In questo stand è di scena l’artista peruviana Patricia Camet. Per il proprietario, che ha aperto la sua galleria negli anni ’80, questo evento artistico sta creando un buon giro d’affari. “ Penso che ci sia un’ottima comunicazione intorno al “Biennale”, che porta a Lione molti visitatori, dice il gallerista Georges Verney-Carron. È molto utile per i collezionisti ma anche per i giornalisti che arrivano qui da ogni parte del mondo. È una rassegna particolare che non capita di ammirare tutti i giorni”.

Questa galleria tedesca espone opere di una artista americana: Mary Kelly. Gli scatti sono stati fatti in un carcere di massima sicurezza irlandese. In passato il proprietario ha sempre fatto buoni affari. E quest’anno com‘è andata? “Sono molto soddisfatto, ammette Rüdiger Voss. Ho venduto un paio di foto di Mary Kelly, tra cui uno alla città di Lione”.

Qui possiamo ammirare le opere dell’artista francese Fabien Verschaere. È un artista molto quotato e molto amato dal jet set di Parigi. Espone in tutto il mondo con grande successo di critica. “ C’era molta stampa presente, fa notare il gallerista Eric Dereumaux, Ma anche molti collezionisti. Ho contatti e relazioni con loro da diversi anni. Non sempre questo porta business. Ma c‘è chi sta peggio”.

Grande interesse anche attorno alle opere di questo artista che si ispira alla società contemporanea e a tutte quegli oggetti della vita quotidiana: pacchetti di sigarette o carrelli della spesa. “Questo artista inglese che, curo con la mia galleria, si chiama Luke Newton. Ha un buon impatto sul pubblico anche se è alle prime armi. Come collezionsita, dichara Anthony Phuong, temevo che il suo messaggio non venisse compreso subito, invece sono riuscito a vendere delle opere”.

Si sa che non tutto però è perfetto. Per Laurent Godin, gallerista parigino, la mostra potrebbe aver un riscontro maggiore. Dovrebbe essere più stimolante dal punto di vista artistico. Il che avrebbe un impatto sicuro anche sul piano economico.

“ Ho l’impressione, aggiunge Godin, che il mercato dell’arte a Lione non sia ancora molto ben radicato. Peccato. C‘è molto lavoro da fare per attirare la gente e fare capire che l’arte fa parte della vita quotidiana. Con un quadro in casa, puoi dare un tocco diverso alla tua vita”.

Certamente per le gallerie di Lione, la “Docks Art Fair” è un momento molto importante; dà loro grande visibilità internazionale. Alcuni hanno fatto buoni affari come la Galleria Françoise Besson. Anche per gli emergenti questa Fiera non è andata male. Un modo per farsi conoscere e per far conoscere l’arte contemporanea in tutti i suoi aspetti.