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Atene come Weimar? Alba Dorata e la sua croce (quasi) uncinata

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Atene come Weimar? Alba Dorata e la sua croce (quasi) uncinata

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Il rimando alla croce uncinata nel simbolo è solo la punta dell’iceberg.

A uno scenario di disoccupazione e povertà che sempre più ricorda la Repubblica di Weimar, Alba Dorata risponde cavalcando sinistri paragoni con il passato.

Fino ad appena pochi mesi fa ancora troppo segnata dall’occupazione nazista, la Grecia piegata dalla crisi si scopre improvvisamente recettiva al messaggio di Nikolaos Michaloliakos: ex membro delle forze speciali, all’inizio capace di far parlare di sé, soltanto per il braccio teso con cui salutava la folla ai raduni del suo marginale gruppuscolo di estrema destra.

Smarrimento e paure di un paese orfano di certezze si rivelano però un terreno fertile per le sue idee. Nel giugno dello scorso anno, maniere forti e metodi spicci di Alba Dorata sbarcano così in Parlamento con 18 deputati.

Un piccolo esercito che sovverte il linguaggio politico, portando in aula comportamenti da stadio e coretti inneggianti a Hitler.

Zero immigrazione, zero disoccupazione, l’equazione che il partito veicola ai suoi raduni. Il sogno di una Grecia ripulita dagli stranieri e blindata nelle sue frontiere desta però allarme e preoccupazione di molti.

“Ci hanno chiamato nazisti una, due, dieci volte – tuonava dal palco Michaliolakos nell’ottobre del duemiladodici -. Ma non possono chiamarci ladri. Queste mani potranno fare saluti che disturbano, ma sono pulite. Non hanno mai rubato nulla”.

Alla retorica dei “politici ladroni” che si arricchiscono a spese della cosa pubblica, Alba Dorata oppone la distribuzione di viveri in strada. Un’iniziativa dal sapore demagogico, ma soprattutto riservata ai soli bisognosi di nazionalità greca.

Perché se il Titanic affonda, è la retorica del partito, bisogna anzitutto salvare i passeggeri di prima classe. E gli immigrati, nella sua logica, di certo non lo sono.

Da qui le ronde di controllori-sceriffi, pronti a farsi giustizia da soli, distruggendo gli stand di venditori abusivi:
deboli fra i più deboli, che il partito accusa di rubare lavoro ai cittadini greci, in una disperata guerra tra poveri.