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Repubblica centrafricana, rinforzi per il peacekeeping arrivano con il contagocce

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Repubblica centrafricana, rinforzi per il peacekeeping arrivano con il contagocce

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Hanno dato sepoltura ai morti, ma le abitazioni carbonizzate continuano a testimoniare dei duri scontri avvenuti la scorsa settimana a Bossangoa, nel nord della Repubblica centrafricana.

La decisione del nuovo presidente di ordinare la dissoluzione della coalizione ribelle Seleka ha suscitato il plauso delle Nazioni Unite, ma non ha messo fine alle violenze, che dall’inizio del mese avrebbero già provocato un centinaio di vittime.

Esasperati dagli scontri tra ribelli e sostenitori del deposto presidente Bozize, diversi abitanti di questi villaggi hanno imbracciato le armi per difendere le loro famiglie. Nestor Grengai: “Ci siamo nascosti nei campi perché i ribelli sparavano a tutto quello che si muoveva. Quando sono passati vicino a noi, uno dei miei figli ha avuto paura ed è scappato. Lo hanno rincorso e ucciso”.

La forza di pace africana, che a regime dovrebbe contare su 3.600 effettivi, ne ha oggi solamente 750. In attesa che mercoledì prossimo, a New York, si discuta dell’invio di rinforzi, duecentomila rifugiati sono abbandonati a loro stessi.