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Grecia, indignazione per il rapper ucciso da un militante di Alba dorata

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Grecia, indignazione per il rapper ucciso da un militante di Alba dorata

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Ha sollevato rabbia e sdegno, tra i manifestanti di Atene, l’uccisione di un giovane antifascista da parte di un militante di Alba Dorata.

Pavlos Fissas, 34 anni, rapper e
militante in un gruppo di estrema sinistra, è morto per le coltellate ricevute da Giorgos Poupakiàs, 45 anni, militante neonazista.

“L’ossigeno della democrazia si puo vedere in vario modo, ma questa gente ha dimostrato di non volere la democrazia, la vogliono sabotare. Se qualcuno la pensa diversamente con loro non discutono, ma li uccidono”.

“Alba dorata aggredisce i migranti e ora comincia ad aggredire chi si batte per i diritti della gente. Come Hitler, ecco cosa fanno”.

Il partito neonazista, terzo partiti do Grecia, nega ogni responsabilità nell’omicidio. Con un comunicato ufficiale i dirigenti scaricano il militante omicida, presentandolo come un individuo isolato senza legami operativi col partito.

Ma l’assassinio del rapper solleva preoccupazioni anche in seno al governo. Il ministro dell’Interno, Nikos Dendias:

“L’abominevole assassinio avvenuto a Keratsini da un attaccante simpatizzante di Alba Dorata, per come lui stesso dichiara, illustra nel modo più chiaro le vere intenzioni dei neonazisti”.

Il capo dello Stato Karolos Papoulias ha espresso il proprio sdegno per l’omicidio chiedendo alla nazione di fare maggiori sforzi nella lotta contro il fascismo. “E’ necessaria “risolutezza politica” per combattere “questo ripugnante fenomeno”, ha detto il presidente.