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Francia-Germania. 50 anni tra cooperazione e disaccordi in vista delle elezioni tedesche in domenica.

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Francia-Germania. 50 anni tra cooperazione e disaccordi in vista delle elezioni tedesche in domenica.

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50 anni tra amicizia e disaccordi. Francia e Germania hanno celebrato quest’anno mezzo secolo di cooperazione bilaterale; un rapporto iniziato il 22 Gennaio del 1963 con il Trattato dell’Eliseo.

Firmato dal generale de Gaulle e dal cancelliere Adenauer, il trattato ha dato il via a una concreta forma di collaborazione tra Berlino e Parigi, dopo un lungo periodo di conflitti, segnando di fatto una riconciliazione tra due le due potenze nemiche per definizione.

Il trattato dell’Eliseo ha dato impulsi decisivi per l’integrazione europea, consentendo di diventare il motore della macchina europea.

Un’alleanza, quella franco-tedesca, che si basa su diversi critieri, e punti di vista, come spiega a euronews Jean-Domique Giuliani, Presidente della Fondazione Robert Schuman.

“L’asse Berlino e Parigi ora è una miscela di diversi incastri. Il nucleo principale è la cooperazione bilaterale all’interno dell’Unione Europea. Poi ci sono i rapporti personali fra i leader dei due Paesi. A combinare questi due aspetti sono stati Giscard-Schmidt, e Mitterrand-Kohl. Non si sa esattamente bene chi ha avuto più peso”.

Cooperazione ma anche divisioni. Negli ultimi dieci anni, Germania e Francia si sono allontanate l’una dall’altra, politicamente ed economicamente. Oggi, non sono più cosî vicine come ha scritto di recente anche il quotidiano tedesco Tagesspiegel.

La mossa fatta del presidente socialista, Francois Hollande di voler allentare la disciplina fiscale per stimolare la crescita, non è piaciuta molto al governo di Berlino. Le relazioni tra i due paesi si sono fatte più tese, specie intorno alla questione dell’euro.

“La fine del mandato della presidenza Hollande ed un’eventuale rielezione di Angela Merkel, prosegue Jean-Dominique Giuliani, saranno l’occasione per riallacciare quel forte legame di una volta. Perché sappiamo che quando i due Paesi si trovano, politicamente d’accordo, è più facile raggiungere un consenso a 28. “

Il disaccordo principale è nato su come traghettare l’Europa fuori dalla crisi. Per Berlino era fondamentale puntare sulla disciplina fiscale e sulle politiche dell’austerity. Solo in questo modo si poteva tornare a crescere. Dopo estenuanti trattative, l’allora presidente Nicolas Sarkozy era stato persuaso dal successo della Germania e adottò anche in Francia alcune misure. Hollande invece ha sempre mantenuto la sua posizione sulle questioni riguardanti la recessione e su come uscirne.

“ Il presidente Hollande, conclude il Direttore Giuliani, ha una visione decisamente più europeista. Uno stile tutto suo. A volte abbiamo la sensazione che il capo dell’Eliseo e il cancelliere Angela Merkel non siano sulla stessa lunghezza d’onda, in particolare sui temi economici”.

Ora, a meno di una settimana dalle elezioni in Germania, la domanda è? La coppia franco-tedesca sarà lui fragile dopo 22 settembre Continuare l’opera dei suoi predecessori, dando un nuovo impulso anche per il bene dell’Europa? Non resta che aspettare l’esito del voto.