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Stati Uniti: strage del Navy Yard, verifiche sicurezza in tutti i siti della Marina

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Stati Uniti: strage del Navy Yard, verifiche sicurezza in tutti i siti della Marina

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Tornano al lavoro i dipendenti del Navy Yard, a Washington, luogo della strage più grave avvenuta in un edificio militare degli Stati Uniti. La questione sicurezza accende il dibattito. La Marina ha ordinato una revisione approfondita delle norme in tutte le installazioni.

Il segretario alla Difesa Chuck Hagel ha visitato il luogo in cui hanno perso la vita 13 persone, tra cui l’assalitore. Il Pentagono è stato chiamato in causa per spiegare la procedura con cui rilascia gli accrediti agli appaltatori, come Aaron Alexis.

Il presunto unico responsabile, 34 anni, lavorava al Navy Yard da una settimana per conto di una ditta informatica. Il profilo dell’ex riservista della Marina si fa sempre più contraddittorio col passare delle ore. “Non ha mai mostrato segni di rabbia o comportamenti aggressivi”, dice un amico. “Non so, forse era depresso, per il lavoro o per altri motivi”.

Durante la sua carriera nella Marina sono stati registrati almeno otto casi di cattiva condotta. Alexis era stato tuttavia congedato – su sua richiesta – con onore. Questo gli aveva permesso probabilmente di ottenere un lavoro nel settore civile e quindi il tesserino per accedere all’installazione, dove lunedì mattina con diverse armi ha aperto il fuoco contro i dipendenti.