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Siria: Russia e Francia ancora su posizioni distanti

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Siria: Russia e Francia ancora su posizioni distanti

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Le posizioni del mondo sulla Siria restano discordanti. Dopo il rapporto dell’ONU, Mosca continua a sostenere che l’unica soluzione per risolvere la guerra civile è la diplomazia perché, secondo il Cremilino, ad usare i gas proibiti contro la popolazione potrebbero anche essere stati i ribelli: “Abbiamo seri motivi per credere – ha detto in conferenza stampa il ministro degli Esteri russo Lavrov – che
si sia trattato di una provocazione ma diversi nostri partner, senza avere prove incontrovertibili, hanno annunciato che solo il regime avrebbe potuto usare simili armi chimiche. Ma la verità deve ancora essere dimostrata”.

Per la Francia invece è tutto chiaro. E l’ipotesi di un intervento armato non deve affatto essere esclusa. Così il ministro degli Esteri francese Fabius: “Questo rapporto, come ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon, è schiacciante. E se si analizza la quantità di gas sarin utilizzato, i vettori utilizzati e le tecniche necessarie, sembra che non ci siano dubbi sul fatto che il regime sia il reponsabile del massacro chimico avvenuto il 21 agosto”.

Nel rapporto, stilato dagli ispettori dell’ONU, numerosi indizi portano a Bashar al-Assad: la strage è stata compiuta con razzi provenienti da nord-ovest, area controllata dal regime; le lettere incise su pezzi di artiglieria sono in cirillico, il che rivelerebbe una provenienza russa. E Mosca è tra i principali fornitori di armi alla Siria.