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Congo, suor Angélique: la speranza nei luoghi dell'orrore

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Congo, suor Angélique: la speranza nei luoghi dell'orrore

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Siamo nel nord-est del Congo, una regione dilaniata dalle brutalità dell’Esercito di Resistenza del Signore (LRA), un gruppo ribelle ugandese attivo dal 1987 che semina il terrore nei territori fra l’Uganda, il Congo e il Sud Sudan. È responsabile della morte di 70mila civili e del rapimento di 40mila bambini-soldato e bambine-schiave. Come Melanie che aveva 13 anni quando è stata rapita, la sua prigionia è durata quasi cinque anni. La sua è una storia tristemente comune. Molte bambine della sua età vengono prese con la forza e subiscono violenze e torture.

Una luce nell’orrore è quella che porta Suor Angélique che, nella piccola città di Dungu, all’estremo nord-est della Repubblica democratica del Congo, ha fatto grandi cose per queste giovani, con piccole risorse. A partire dalla scuola che, come ci racconta, “è la possibilità di realizzare la vita che desideravano da piccole prima di essere catturate.” La sua casa è diventata anche un orfanotrofio che accoglie i bambini in difficoltà. Il suo impegno umanitario enorme è stato riconosciuto anche dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati con il “Premio Nansen”.

La storia di una donna straordinaria, che ha fatto della sua vita una missione della speranza. Per dare un sorriso e un futuro a chi soffre.