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Strage di Washington, almeno 12 le vittime

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Strage di Washington, almeno 12 le vittime

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Escono con le mani alzate per mostrare agli agenti che non nascondono armi. Hanno vissuto momenti di panico: alcuni di loro hanno sentito i colleghi cadere sotto i colpi di uno o più tiratori.

E’ successo a Washington DC, nella più antica base della marina americana. Una strage il cui bilancio appare ancora incerto: il sindaco e il capo della polizia parlano di almeno dodici morti e un numero imprecisato di feriti.

Sconosciuto il movente. Di certo c‘è che uno degli uomini che hanno aperto il fuoco è stato abbattuto dai corpi speciali ed è incluso nelle dodici vittime. Aveva dei complici? Ancora non è chiaro. Un secondo sospetto, in uniforme militare, sarebbe tutt’ora a piede libero.

L’incertezza non fa che aumentare l’ansia di un paese che si trova nuovamente colpito in uno dei simboli del suo orgoglio nazionale: il quartier generale della marina, sede di un museo e di uffici amministrativi, a un chilometro e mezzo dal Campidoglio, è un luogo di elezione per cerimonie ufficiali.

L’intera zona è stata sigillata, almeno sei scuole del quartiere chiuse, anche nell’aereoporto Ronald Reagan il traffico aereo è stato sospeso per un paio di ore.

Il presidente Obama ha preso atto dell’ennesima sparatoria. Proprio lui, che dopo l’ultima strage in una scuola ce l’aveva messa tutta per limitare la vendita di armi da fuoco.