ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Hollande: "Sì alla via diplomatica, ma resti l'opzione militare"

Lettura in corso:

Hollande: "Sì alla via diplomatica, ma resti l'opzione militare"

Dimensioni di testo Aa Aa

“Quest’accordo rappresenta una vittoria per la Siria, ottenuta grazie ai nostri amici russi”. Arriva attraverso l’agenzia di informazione moscovita RIA Novosti e per bocca del ministro siriano Ali Haidar, la prima reazione ufficiale di Damasco all’intesa tra Russia e Stati Uniti, raggiunta sabato, per lo smantellamento dell’arsenale chimico siriano entro la metà del 2014.

Da Parigi François Hollande ricorda che “è un bene che si possa pensare ad una soluzione diplomatica e politica, ma l’opzione militare deve rimanere in piedi. Bisognerà prevedere sanzioni in caso di non applicazione dell’accordo”, nel quadro della risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’ONU che “potrebbe essere votata entro la fine della prossima settimana”.

Proprio di questo parleranno oggi all’Eliseo i responsabili degli Esteri di Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti.

John Kerry ieri era in Israele, dove ha usato parole rassicuranti sulla fattibilità del piano di distruzione delle armi chimiche in Siria, e ha evidenziato che questo non significherà “incoraggiare” l’Iran a perseguire “impunemente il suo programma nucleare”.

Il segretario di Stato americano deve fronteggiare anche in patria i dubbi sull’efficacia di questa intesa, che presuppone un estremo atto di fiducia nei confronti di Bashar al-Assad.

L’opposizione siriana è furiosa. Chiede che non venga vietato solo l’uso di armi chimiche, ma anche quello di missili balistici e dell’aviazione contro le zone abitate.

Domenica sono ripresi i bombardamenti sulle roccaforti dei ribelli a nord-est di Damasco.

euronews in diretta