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Germania: la sconfitta dei Liberali in Baviera apre nuovi scenari

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Germania: la sconfitta dei Liberali in Baviera apre nuovi scenari

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Una cocente sconfitta per l’alleato naturale della CDU in Baviera rende incerta una coalizione nero-giallo a Berlino. I liberali dell’FDP, a cui appartiene il ministro dell’economia uscente Philipp Rösler, questa domenica non hanno raccolto voti a sufficienza per essere rieletti al parlamento regionale bavarese. In due anni e mezzo l’FDP è uscita da sei delle sedici assemblee dei Länder.

L’obiettivo ora diventa entrare al Bundestag. Per questo i liberali potrebbero chiedere agli elettori di votare per la loro lista scegliendo però il candidato della CDU sulla stessa scheda. Un voto disgiunto, consentito dalla legge elettorale tedesca, che però indebolirebbe il partito di Anglea Merkel. E la CDU è decisa a mobilitare tutto il proprio elettorato per evitare che questo accada.

“È legittimo – sostiene Rainer Brüderle, candidato dell’FDP – che la Signora Merkel domandi i due voti. Anche Helmut Kohl non disse di dare il voto di lista all’FDP – disse soltanto di volere un governo di centro”.

Anche i verdi potrebbero rivelarsi un partito chiave. Gli ultimi sondaggi li danno al di sotto del 10%, dopo che in campagna elettorale hanno proposto un innalzamento delle tasse. Argomento mai troppo popolare. Ma Jürgen Trittin, capolista, non sembra preoccupato: “È normale, è così in ogni campagna dei Verdi. È da vent’anni che faccio campagna elettorale ed è sempre stato così. All’inizio siamo dati molto alti, poi scendiamo, ma alla fine rimontiamo sempre”.

Se il 22 settembre, come previsto, la CDU dovesse vincere ma i Liberali rimanere fuori dal Parlamento federale, e se i risultati per i Verdi dovessero essere buoni, qualcuno ipotizza la nascita a sorpresa di un’alleanza tra gli ecologisti e il partito della Cancelliera.

“Credo che un governo – risponde a euronews Katrin Göring-Eckardt, candidato capolista – debba essere stabile e che tutti debbano lavorare nella stessa direzione. Perché se si rema in direzioni diverse non si ottiene nulla. Non ho immaginazione a sufficienza per ipotizzare che la CDU arrivi a tanto”.

Anche Die Linke, La Sinistra, potrebbe fare la differenze se raggiungesse il 10%. Ma i leader del partito non vogliono parlare di cifre, preferendo concentrarsi sul loro programma.

“Facciamo pressione – spiega Katja Kipping, leader del partito – per ottenere un salario minimo di 10 euro all’ora e perché vanga abolito
il sistema di sanzioni previsto da Hartz IV. All’inizio bisognerà portare i sussidi a 500 euro e vogliamo che tutto questo sia finanziato da una tassa pagata dai milionari”.

Meno di una settimana e si conosceranno i risultati delle urne. Ma intanto i tedeschi criticano i programmi dei partiti giudicandoli tutti troppo simili per schieramenti tanto diversi.