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India: condannati a morte quattro stupratori, ora i manifestanti chiedono giustizia per altre vittime

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India: condannati a morte quattro stupratori, ora i manifestanti chiedono giustizia per altre vittime

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Sollievo e soddisfazione in India per una pena esemplare, la condanna a morte di quattro stupratori, la prima da quando la legge è stata inasprita. Davanti al tribunale che ha pronunciato la sentenza nove mesi dopo la violenza contro la studentessa di 23 anni, morta per le ferite riportate, la folla ha chiesto che ora sia fatta giustizia in numerosi casi simili, ancora senza sentenza.

“Voglio congratularmi con tutti gli uomini e le donne che sono scesi in strada per protestare contro lo stupro, distribuisco loro dei dolci”, dice una ragazza. “La verità ha trionfato sul male, è il trionfo della giustizia, il trionfo dell’uomo comune e il trionfo di Damini”.

Damini – il nome dato alla vittima – era stata aggredita assieme a un amico il 29 dicembre su un autobus e poi violentata, seviziata e gettata per strada. Il verdetto finale potrebbe però arrivare tra diversi anni in caso di appello, già annunciato dagli avvocati.

“Ora dobbiamo sfruttare l’occasione rappresentata da questo verdetto, pronunciato dopo un tempo così breve”, afferma Kavita Krishnan, segretaria dell’All India Progressive Women’s Association. “Deve essere utile a tutte le vittime di violenze sessuali in questo Paese. Ora la nostra principale preoccupazione deve essere quella di rendere la giustizia accessibile a tutti”.

Le manifestazioni di protesta avevano spinto il governo a rendere le pene più pesanti, prevedendo quella capitale in caso di decesso della vittima. Oltre ai quattro condannati all’impiccagione, tra gli arrestati c’erano l’autista dell’autobus che si è suicidato in carcere e a marzo, e un minorenne, condannato a tre anni di riformatorio.