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Biennale d'arte Contemporanea a Lione

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Biennale d'arte Contemporanea a Lione

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Scatta l’appuntamento della Biennale d’arte di Lione che fino a gennaio capta il pubblico internazionale interessato alla ricerca contemporanea.
La dodicesima edizione dell’evento ha convocato nella seconda città di Francia 77 artisti di 20 paesi che in diverse location interpretano la post modernità. Grande regista dell’evento è l’islandese Gunnar B. Kvaran che è anche il direttore dell’ Astrup Fearnley Museum di Oslo, Norvegia.

Gunnar B. Kvaran, commissario della Biennale: “Sono circa 2 anni che corro, un po’ ovunque nel mondo, corro per trovare degli artisti. Il tema della biennale è la narrazione, abbiamo cercato artisti che raccontassero storie diverse ma che allo stesso tempo siano despositari di espressioni molto diverse”.

Wolfgang Spindler, euronews:
“In definitiva l’arte non è che il racconto di una storia, ogni artista ha il suo linguaggio. Diamo un’occhiata da vicino per capire le storie”.

Osserviamo l’opera del brasiliano Jonathas de Andrade. Il suo è un approccio antropologico di grande rispetto verso i lavoratori, in questo caso quelli che operano nel settore dolciario.

Jonathas de Andrade, artist: “Questo lavoro si fonda su una serie di memorie. Ho cercato di ricostruire come le relazioni sociali oggi siamo basate su quello che è accaduto in passato. Possiamo percepire quanto le nostre relazioni risalgano alla nostra storia ma non ci preoccupiamo di analizzarle”.

L’artista di origine francese attivo a New York Antoine Catala lavora su come i media digitali trasformino la nostra relazione con l’immagine. Quando digitiamo la parola tazza da tè su un motore di ricerca troviamo le foto delle tazze e programmi in 3D per produrre una tazza da tè. Alla fine la cosa puo’ diventare una scultura o un ologramma.

Antoine Catala, artista :
“C‘è una relazione fra materia,immagine, oggetto e parola e riguarda tutte le opere di questa sezione, cose che entrano in risonanza fra di loro con l’immagine l’oggetto e la parola”

L’artista Ming Wong, nato a Singapore e attivo a Berlino è in realtà un cineasta. La sua videoinstallazione propone 3 film diversi che rendono omaggio al cinema giapponese. L’autore interpreta personalmente i ruoli dei film, una immersione completa nella cultura nipponica.

Ming Wong, artista: “Ho imparato da solo il Kabuki, ho dovuto studiare il giapponese ed ho lavorato con una equipe giapponese ritrovandomi con metodiche giapponesi. Da cinese che sono ho fatto uno sforzo esplorativo in quella che è l’identità giapponese”.

All’inaugurazione della Biennale di Lione il ministro della cultura francese Filippetti è venuto a documentarsi sugli artisti.

Aurélie Filippetti, Ministro francese alla cultura: “L’artista propone qualcosa a cui non si è mai costretti ad aderire, non si è costretti ad andare verso l’artista – è una proposta – resta una dimensione rispettosa dell’altro, è un messaggio positivo in relazione a un mondo molto materialista e utilitarista”.

L’appuntamento adesso è a Lione nella varie location della biennale fino al 5 gennaio. Cosi’ potrete fare il punto sulla ricerca artistica mondiale contemporanea.