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Cile: settant'anni fa iniziò la dittatura, commemorazioni e scontri

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Cile: settant'anni fa iniziò la dittatura, commemorazioni e scontri

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Decine di fermati in Cile dopo gli scontri che hanno accompagnato le commemorazioni per il quarantesimo anniversario del golpe militare. Alcuni licei sono stati occupati, gli scontri si sono protratti per le strade di Santiago ed altre località, con barricate e bus incendiati. Nella capitale centomila persone sono rimaste senza elettricità a causa di un cortocircuito causato da catene lanciate sui cavi dell’alta tensione.

In serata le fiammelle delle candele hanno ricordato le vittime della dittatura nei principali luoghi simbolo, come qui, davanti a un centro di detenzione e tortura: violenze ripercorse da alcuni attori.
Per i parenti delle vittime non si tratta solo di commemorare, è una storia non ancora chiusa:

“È qualcosa che è ancora viva, che continua anche qui, perché non è stata ancora raggiunta la verità. Sono ferite che non si rimarginano. È per questo che siamo qui, penso che sia importante, lo facciamo ogni anno”.

La fase della dittatura, durata diciassette anni e costata migliaia di morti, è stata condannata con parole diverse e in cerimonie separate dal presidente conservatore Sebastian Piñera e dal predecessore di sinistra Michelle Bachelet, a dimostrazione di una società ancora profondamente divisa.