ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Grecia, raddoppiati i "suicidi sociali"

Lettura in corso:

Grecia, raddoppiati i "suicidi sociali"

Dimensioni di testo Aa Aa

Sono chiamati “suicidi sociali” e in Grecia sono in drammatico aumento. Nella “Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio”, il Paese fa i conti con numeri quasi raddoppiati dal 2009 al 2011: una crescita del 43%. Una tendenza che non accenna a migliorare. Quello che caratterizza il fenomeno, che ha una componente soprattutto maschile, è la sua interdipendenza con la crisi economico-occupazionale:

“I problemi economici non sono l’unico movente che spinge al suicidio, una cosa non porta inevitabilmente all’altra,” – spiega Aris Violatzis, dell’organizzazione umanitaria Klimaka. “In Europa, tuttavia, laddove la crisi è aumentata è cresciuto anche il numero dei suicidi. Con la diminuzione dei tassi di disoccupazione scende anche quello dei suicidi. Questi due indicatori si muovono in parallelo, sono correlati.”

In drastico aumento anche il consumo di droghe pesanti. La crisi che attanaglia il Paese si traduce psicologicamente nella perdita di identità e di ruolo sociale, in una maggiore vulnerabilità. Gli esperti lanciano il grido di allarme: “Lo Stato deve intervenire, dare una risposta ai gravi problemi che le persone si trovano ad affrontare,” – dice Marina Oikonomou, docente universitaria di Psichiatria. “Dietro i numeri ci sono dei volti, c‘è il dolore e gli economisti non possono ignorarlo.”

La disoccupazione è al 27% con punte del 55% nei giovani con meno di 26 anni. Dati alla mano, in Grecia, come rivela l’ultimo rapporto delle Nazioni Unite, una famiglia su cinque vive sotto la soglia di povertà.