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Cile, 40 anni dal golpe del 1973

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Cile, 40 anni dal golpe del 1973

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I quaranta anni dal colpo di stato in Cile sono stati segnati dagli scontri tra manifestanti e polizia nella capitale Santiago e in altre cittâ del paese.

L’eliminazione fisica del presidente Salvator Allende e del suo governo, così come la dittatura che ne è seguita, divide ancora il Cile.

Il presidente, il conservatore Enrique Pineira e la destra politica cilena chiedono di non restare sul passato.
“Per riconciliare il nostro paese occorre proseguire sulla strada della verità e della giustizia. Senza verità e giustizia ogni riconciliazione non sarà costruita sulla roccia, ma sulla sabbia”.

Numerose personalità hanno reso omaggio ad Allende – suicida nella residenza presidenziale del Palazzo de la Moneda, bombardato dall’aeronautica militare – davanti al monumento che ricorda la sua figura, a pochi metri dal luogo dove morì.

Quaranta anni dopo il colpo di stato, per il quale grandi sono state le responsabilità degli Stati Uniti, chiedere alle vittime di perdonare non è facile. Jorge Rabanal era l’autista del presidente Allende.

“Come perdonare se perfino i corpi sono scomparsi, i cadaveri dei nostri compagni non sono stati ritrovati… Non credo che si possa perdonare”.

Dal colpo di stato del 1973 fino al 1990, secondo un rapporto pubblicato negli anni scorsi, le vittime del regime furono 3200, delle quali più di 1200 desaparecidos.