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Siria: l'Iran favorevole a proposta russa su armi chimiche

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Siria: l'Iran favorevole a proposta russa su armi chimiche

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Crescono i consensi internazionali al piano russo per mettere sotto controllo gli arsenali chimici in Siria per evitare l’intervento militare. Dopo il pieno appoggio di Cina e Lega araba anche l’Iran sostiene l’iniziativa del Cremlino.

“Ci auguriamo che le consultazioni avviate dall’Iran con tutti le parti che sono contro la guerra, possano produrre una svolta e prevenire il processo di arrivare al punto di non ritorno – ha spiegato Marzieh Afkham, portavoce del ministro degli Esteri – Vogliamo che la nostra regione sia liberata dalle armi di distruzione di massa. Questi sforzi, inoltre, dovrebbero colpire le armi chimiche nelle mani dei gruppi ribelli siriani”.

Nell’ottica di Washington un eventuale intervento in Siria sarebbe dovuto servire anche a inviare un messaggio all’Iran. Il regime di Teheran aveva avvertito che in caso di attacco, Damasco avrebbe reagito colpendo gli interessi americani e dei suoi alleati.

Mentre Barack Obama cerca il sostegno del Congresso per un intervento in Siria, in Iran qualcosa si muove.
Storico alleato siriano, l’Iran potrebbe rivelare il suo nuovo volto.

Ai microfoni di euronews, Reza Marashi, direttore del dipartimento di ricerca del National Iranian American Council.

“Penso che nell’ultimo anno, prende le decisioni in Iran, non tutti ma molti, avrebbe voluto la testa del serpente siriano, ovvero di Assad, nel tentativo di preservare da un lato le istituzioni chiave del partito Baa’th e dall’altro di portare avanti i negoziati per arrivare a una soluzione politica.
Gli iraniani sono stati i primi, insieme all’Onu, a dire che non è possibile una soluzione militare a questo problema ma una soluzione politica.
Ma l’aiuto iraniano a trovare una soluzione politica avrà un prezzo. Fino a ora Stati Uniti e Unione europea non hanno voluto portare l’Iran a negoziare”.

L’uso di armi chimiche:

“L’uso di armi chimiche è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso anche qui in Iran.
Ma direi di più, l’uccisione indiscriminata di innocenti siriani in nome del governo di assad, e dal governo Assad è stata la goccia finale per molti iraniani”.

L’Iran ha ancora un ruolo nella regione mediorientale?

“C‘è stato un lungo dibattito in Iran sul fatto che il sostegno inequivocabile al governo di Assad abbia svigorito lo già scarsa influenza del governo iraniano nella regione mediorientale.
Ha sminuito il Paese, sostengono in molti. E come conseguenza, ci sono molti in Iran che sperano che il problema venga risolto non dagli statunitensi, se gli Usa decidessero di intervenire” .

Quali sono i rischi per l’Iran di un attacco contro la Siria:

“Penso che sia rischioso parlare di guerra in Siria credendo di mandare un messaggio all’Iran.
È questo che gli Usa credono quando parlano di linea rossa da non oltrepassare.
Il rischio è duplice: sia che si sia a favore dell’intevento in Siria o contrari, penso che al momento non ci sia una strategia chiara per il dopo.
Il secondo rischio è: dal momento che il dialogotra Stati Uniti e Iran è quasi inesistente, se non lo si incentiva, se non si dà l’opportunità di partecipare al processo per indebolire Assad, gli estremisti in Iran potrebbero interpretare questo come un segno per boicottare il lavoro di Stati Uniti e europei in Siria.
Causando disordini a livello regionale d’alto livello e di alto rischio”.