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La Norvegia volta le spalle alla socialdemocrazia, la destra vince le elezioni

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La Norvegia volta le spalle alla socialdemocrazia, la destra vince le elezioni

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Dopo otto anni alla guida della Norvegia, il Premier laburista, Jens Stoltenberg, riconosce la sconfitta e si dimette.

Terremoto politico a Oslo, dove i conservatori vincono le elezioni legistative, le prime dopo la strage di Utoya di due anni fa. Come previsto da tutti i sondaggi, i norvegesi hanno premiato la coalizione di destra condotta da Erna Solber che si appresta a fare un governo in coalizione anche con il partito populista anti-immigrati. I quattro partiti di destra prendono 99 seggi su 169.

“Oggi gli elettori hanno decretato una vittoria storica dei partiti conservatori”, ha detto la Solber al suo comitato elettorale.

Entra nel governo il Partito del Progresso. Nazionalista e populista, avrà una partecipazione attiva nell’esecutivo della Dama di Ferro. In passato fu proprio il partito dell’estremista di destra Anders Behring Breivik, autore delle stragi di Oslo e Utoya.

Secondo i commentatori norvegesi la vittoria della destra va ricercata nella voglia di cambiamento dell’elettorato. La vicenda delle stragi di Oslo e Utoya non sembra avere influito più di tanto sul voto: una trentina di sopravvissuti alla furia di Breivik si sono candidati, ma non dovrebbero farcela in più di tre.