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Siria, Mosca e Damasco: "No a soluzione militare"

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Siria, Mosca e Damasco: "No a soluzione militare"

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“Non esiste altra alternativa alla soluzione pacifica:“la Russia ribadisce così la propria contrarietà a un intervento militare in Siria. La conseguenza sarebbe una “esplosione di terrorismo anche nei Paesi vicini”, dice il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov che ha incontrato a Mosca il suo collega siriano Walid al-Mualem.

“Noi e i nostri partner siriani, nonostante la gravità della situazione, crediamo che una soluzione politica sia ancora possibile,” – ha detto Serghiei Lavrov. “Il ministro ha confermato la disponibilità della Siria a partecipare alla conferenza di pace Ginevra 2 per trovare un accordo, senza alcuna precondizione, con l’opposizione.”

Continua, intanto, la ricerca del consenso da parte degli Stati Uniti all’attacco militare “incredibilmente ristretto e limitato”, per reprimere la capacità bellica di Assad, come sottolinea il segretario di Stato John Kerry. A Londra per incontrare il ministro degli Esteri britannico William Hague che conferma: ‘‘Obiettivi e sforzi con gli Stati Uniti restano allineati.”

‘‘Il Regno Unito continuerà a lavorare a stretto contatto con gli Stati Uniti assumendo un ruolo attivo. Affronteremo la crisi siriana lavorando con i nostri alleati più vicini nei prossimi mesi,’‘ – ha dichiarato William Hague.

Se Bashar al Assad vuole evitare un attacco, ‘‘deve consegnare alla comunità internazionale le armi chimiche entro la prossima settimana’‘: è la condizione posta dal segretario di Stato americano. Il capo della diplomazia statunitense è convinto che la responsabilità dell’ordine sull’uso di armi chimiche in Siria ricade direttamente sul presidente Bashar al Assad. “Abbiamo monitorato le armi chimiche in Siria per diverso tempo, il loro controllo è estremamente ristretto e fa capo al regime di Assad,” ha detto Kerry.