ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Europa, una mostra racconta origine e fine del progetto comunitario

Lettura in corso:

Europa, una mostra racconta origine e fine del progetto comunitario

Dimensioni di testo Aa Aa

Un progetto, quello dell’Unione europea, nato con la data di scadenza. Questo il messaggio provocatorio della mostra temporanea sulla storia europea che dopo l’inaugurazione primaverile e un inaspettato successo riapre le sue porte ai visitatori. Mente del progetto un giovane regista teatrale belga, Thomas Bellinck. Un visitatore per volta per un’ora e mezzo di percorso. Tanta ironia, ma anche profonda consapevolezza delle origini del progetto europeo e delle minacce attuali: in primis l’euroscetticismo. A otto mesi dalle elezioni europee, Thomas Bellinck si chiede se austerità e populismo rischiano di affondare per sempre l’Unione europea. “Ho provato a descrivere il modo in cui i cittadini hanno perso la propria responsabilità e la consapevolezza di cosa significhi far parte dell’Europa” spiega Bellinck “Ho provato a spiegare cosa sono le istituzioni europee e come funzionano, perché le persone non lo sanno. La pace in cui viviamo oggi rappresenta un caso unico nella storia e potrebbe non durare per sempre”.

La mostra temporanea a cura di Thomas Bellinck manda il pensiero direttamente alla Casa della Storia europea: un maxi progetto, che ha già ricevuto moltissime critiche, la cui sede nascerà non lontano dalla sede del Parlamento europeo a Bruxelles all’interno di un edificio art déco antica sede dell’istituto odontoiatrico George Eastman.

Taja Vovk Van Gaal, direttrice della futura Casa della Storia europea spiega:“Con questo progetto vorremmo provare a offrire prospettive diverse su processi e ed eventi differenti, ma anche dare al visitatore la possiibilità di poter mettere in gioco la propria conoscenza ed esperienza confrontandole con quanto presente nel museo”.

Secondo i detrattori il costo di realizzazione-oltre 52 milioni di euro e più di 12 milioni previsti per l’organizzazione di eventi annuali- è eccessivo. Si spinge più in là l’eurodeputata britannica Marta Andreasen, conservatrice, che afferma:“Non esiste un’identità europea. La Casa della storia europea non crea altro che problemi nelle relazioni tra gli stati membri, che vedranno riscriversi la storia in modo diverso. Non porterà alcun valore aggiunto, è solo sperpero di denaro”.

Nonostante le critiche un gruppo di 20 esperti è già alla ricerca dei pezzi che entreranno a far parte del nuovo museo, tra i quali potrebbero finire anche pezzi della mostra temporanea di Thomas Bellinck.