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Cile ricorda vittime dittatura, le scuse dei magistrati per aver ignorato denunce

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Cile ricorda vittime dittatura, le scuse dei magistrati per aver ignorato denunce

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Tra accuse di collaborazionismo e ammissioni di colpa, il Cile, 40 anni dopo, ricorda Salvador Allende e le vittime del golpe militare.

In un Paese dove il dittatore Augusto Pinochet non ha mai subito un vero processo, oggi l’associazione magistrati chiede scusa, ammettendo che i giudici avrebbero potuto fare di più. Furono infatti respinte 5 mila denunce di sparizione di oppositori politici.

“Quaranta anni dopo il colpo di Stato militare, le questioni dei diritti umani e delle violazioni durante la dittatura sono ancora aperte – spiega Alicia Lira, rappresentate delle famiglie delle vittime – Questa è una negazione della giustizia, ci sono più di 1.300 processi aperti. Le ricerche di coloro che sono stati arrestati, o sono scomparsi, durano da 40 anni e i corpi non sono mai stati restituiti. Perché non dicono la verità? Perché non rompono questo patto del silenzio?”

Almeno tremila persone furono uccise durante la dittaura, 40 mila furono torturate e perseguitate. La ricorrenza cade alla vigilia delle elezioni presidenziali in programma il 17 novembre e la candidata socialista, Michelle Bachelet, si è rifiutata di partecipare alle commemorazioni organizzate dal governo conservatore.

Le tensioni politiche hanno favorito gli scontri in piazza tra la polizia e i gruppi più violenti dell’opposizione.