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Siria: Kerry tenta di convincere gli europei, cresce dissenso in USA

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Siria: Kerry tenta di convincere gli europei, cresce dissenso in USA

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“Non fare nulla è più rischioso che agire”: lo ripete John Kerry, il Segretario di Stato americano impegnato in un tour europeo per convincere il maggior numero possibile di Paesi ad appoggiare l’opzione militare contro la siria. È a parigi che Kerry ha incontrato la Lega Araba.

“Ne abbiamo discusso oggi e siamo tutti d’accordo, non c‘è alcun dissenso sul fatto che il deplorevole uso di armi chimiche da parte di Assad, che ha ucciso centinaia di civili innocenti, e tra questi almeno 426 erano bambini, oltrepassa una linea rossa internazionale, globale”.

Gli Stati Uniti stanno ripetendo in questi giorni di avere le prove della responsabilità di Assad nel massacro del 21 agosto a Jobar, alle porte di Damasco. Prove che però non sono state mostrate, ad eccezione dei video. Il governo statunitense ha fornito a un canale televisivo tredici sequenze, che vengono trasmesse in versione integrale, proprio nelle ore che precedono il voto del Congresso americano.

Ma se John Kerry in Europa tenta di convincere governi e opinioni pubbliche anche ricorrendo ai consueti paragoni con i momenti che precedettero la Seconda Guerra Mondiale o i personaggi che la incarnarono, è negli States che sta crescendo il dissenso:

“Anche se fosse stato Assad a usare le armi chimiche contro il suo popolo, e non credo che sia stato lui, la risposta non è uccidere altre persone”, dice una ricercatrice all’Istituto Nazionale della Salute, nel corso di una manifestazione davanti al Congresso. Alcuni marines hanno anche postato sui social network le proprie foto con cartelli che dicevano “Obama, non mi schiererò per combattere i tuoi ribelli di Al
Qaida in Siria”, o più semplicemente “Non mi sono arruolato per uccidere i poveri per i
ricchi. No alla guerra in Siria”.