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Verdi alla guida del feudo dell'auto. Il caso Germania.

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Verdi alla guida del feudo dell'auto. Il caso Germania.

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Sud-ovest della Germania. Una regione, nel cuore d’Europa, che è la culla dell’industria automobilistica tedesca. Circa un milione, fra Daimler, Audi e Porsche, i veicoli che ogni anno escono dalle fabbriche. Una filiera che genera un quarto dei posti di lavoro della regione.

Benvenuti in Baaden-Württenberg: Bundesland fra i più ricchi del paese, con un primo ministro “verde”.

“Ma questo non è affatto un caso – fa notare Sigrid Ulrich di euronews -. All’inizio del 2013 Stoccarda, la città simbolo delle ‘supercar’ Made in Germany , ha eletto un sindaco dello stesso partito, che nel suo programma per le elezioni al Bundestag ha scritto: ‘Vogliamo lasciarci alle spalle il petrolio per concentrarci su veicoli sostenibili ed elettrici, alimentati da energie rinnovabili”.

Candidato di spicco dei Verdi tedeschi, Jürgen Trittin ci spiega che la coscienza ecologica è ormai a pieno titolo entrata nella Mecca dell’auto.

“Gli ingegneri di Daimler e Porsche – dice – vanno al lavoro in bici e votano ‘verde’. E’ impossibile diventare sindaco a Stoccarda senza il sostegno dei lavoratori dell’industria dell’auto”.

Se il circa 11% previsto dai sondaggi dovrebbe permettere ai Verdi di pesare sulla scelta del prossimo cancelliere, la vera domanda è per molti se sarebbero in grado di governare.

La risposta del partito è nel “modello Baden- Württemberg”: solo Bundesland ad avere un primo ministro Verde, che la Süddeutsche Zeitung ha definito un “laboratorio per la Germania di domani”.

Riuscito sembra soprattutto l’esperimento economico. E benché gli industriali guardino con scetticismo all’incremento della pressione fiscale proposto dai Verdi, ciò che piace è la loro immagine di “politici lontani dalle ideologie”.

Fallite, invece, sono le battaglie verdi contro la nuova stazione “Stuttgart 21” e quelle per colmare un buco nel budget locale da oltre un miliardo di euro.

Un bilancio che nel suo complesso viene però preso come esempio virtuoso dalla stessa Angela Merkel, che al G20 di Cannes, elogiò due anni fa il Badenwürttenberg,scomodando l’equivalente locale della “casalinga di Voghera”: una donna parsimoniosa e previdente, che – a suo dire incarnando un’attitudine propria a tutta la regione -, fa attenzione a non spendere mai più di quanto le consenta il suo portafoglio.

Doti che, intercettate dagli stessi Verdi, sono state erette a vera e propria filosofia. Un “vivere responsabile” che ispiri cioè a tutto tondo l’agire politico dei cittadini.

“Cerchiamo di vivere in maniera responsabile in tutti gli ambiti – dice una giovane a Friburgo -. Che si tratti di educazione o di industria, direi che qui,nella Germania del sud, siamo propensi a a un’attitudine più responsabile”.

“Si dice che la gente di queste parti sia particolarmente oculata nella gestione dei suoi risparmi – le fa eco un altro passante -. Siamo poi grandi lavoratori, fa parte della nostra cultura. Lavoriamo sodo per costruire il nostro futuro e lo facciamo con dedizione. Io vengo per esempio da un piccolo villaggio nella Foresta Nera e lì, se una fattoria brucia, potete star certi, che ci si mette subito all’opera per ricostruirla”.

Una reputazione che sembra confermata dai fatti. La mappa del “successo economico” mostra come molte aziende leader in diversi settori del mercato siano concentrate proprio nel sud-ovest del Paese.

“A differenza di altri paesi – ci spiega Michael Grömling dell’Institute of German Economy – in Germania le attività economiche non si concentrano nella capitale o nelle grandi città. Questa differenza deriva anche dal fatto che il nostro modello produttivo è principalmente imperniato sulle medie imprese. Le aziende tedesche sono poi all’avanguardia sul fronte della cooperazione. Ed è proprio grazie questo che arrivano a raggiungere alti livelli di sofisticazione”.

Archiviata la crociata contro le auto, ormai sempre più ecologiche in propulsione e concezione, i verdi si trovano quasi spiazzati dal successo economico del Baaden Württenberg. Numeri che hanno aperto un dibattito interno e indotto molti a fare marcia indietro sul proposto irrigidimento del quadro normativo per le imprese.

“Nel sud-ovest ci sono soprattutto aziende fortemente specializzate – spiega Katrin Göring -Eckardt, altra candidata di spicco di Bündnis 90/Die Grünen – ed è questo che permette loro di essere all’avanguardia mondiale. Dietro ci sono imprenditori che altrove sarebbero forse presi per matti. Qui invece, trovano il contesto adatto per sviluppare le loro idee. Ogni qualvolta ci si affaccia in una nuova fase della rivoluzione industriale, coloro che non seguono il nuovo corso vengono bollati come ‘svitati’. Eppure è proprio questo che permette all’economia locale di svilupparsi”.

Coltivare e coccolare l’industria dell’auto, puntando allo stesso tempo su energie rinnovabili, che dal duemilaventi promettono ricavi da ottanta miliardi l’anno. E’ vantando l’esperienza del Baaden Württenberg, che i Verdi si presentano agli elettori, promettendo l’esportazione di un paradosso vincente.