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Srebrenica: i Paesi Bassi responsabili della morte di tre musulmani

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Srebrenica: i Paesi Bassi responsabili della morte di tre musulmani

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La Corte Suprema dei Paesi Bassi ha pronunciato una sentenza storica: lo Stato olandese è responsabile della morte di tre musulmani, uccisi nel 1995 a Srebrenica dalle forze serbe di Bosnia. Il tribunale ha ricordato anche il verdetto della Corte d’appello dell’Aja di due anni fa: i soldati olandesi non avrebbero dovuto allontanare i rifugiati.

“La Corte suprema ha deciso di respingere il ricorso dello Stato. La sentenza d’appello è confermata”, ha sentenziato il giudice Floris Bakels.

Il battaglione olandese ordinò ai tre bosniaci di lasciare la base dove avevano cercato rifugio il 13 luglio 1995, due giorni dopo la caduta dell’enclave nelle mani dell’esercito serbo-bosniaco. Si tratta di un elettricista dei caschi blu, del padre e del fratello dell’interprete del battaglione Hasan Nuhanovic.
“Abbiamo vinto la battaglia legale, è durata molto, dieci anni. Mi è costata tempo e salute, ma siamo arrivati alla fine”, ha detto Hasan Nuhanovic.

I giudici hanno dunque attribuito la responsabilità del comportamento del battaglione allo Stato, perché nonostante la missione si svolgesse sotto la guida dell’ONU, i Paesi Bassi avevano “il controllo effettivo” dei militari.
“La conclusione più importante è che la bandiera dell’ONU non garantisce l’immunità in quanto Stato o singolo soldato”, ha affermato Liesbeth Zegveld, avvocato di Nuhanovic.

La sentenza potrebbe aprire la strada ad altre richieste di risarcimento. Il battaglione olandese è stato fortemente criticato per non aver impedito la strage, assistendo impassibile mentre i serbo-bosniaci dividevano gli uomini dalle donne, per portarli nei luoghi in cui sarebbero stati massacrati. I serbi di Bosnia uccisero circa 8000 adulti e minori musulmani.