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Russia: elezioni, a Mosca la sfida tra l'uomo di Putin e il blogger oppositore

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Russia: elezioni, a Mosca la sfida tra l'uomo di Putin e il blogger oppositore

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Le prime elezioni municipali dalla riforma del 2004 a Mosca vedono favorito il sindaco uscente, Serguei Sobianyn. Cinquantadue anni, nominato da Medvedev nel 2010, Sobyanin è un uomo d’apparato, ex capo dell’amministrazione presidenziale. In vista di domenica, mette in evidenza i lavori pubblici intrapresi nella metropoli di 12 milioni di abitanti, costati decine di milioni di euro.

“Scopriamo uno straordinario monumento che è stato restaurato. Mosca sta vivendo un periodo di rinascita. E’ in corso il restauro e il recupero del patrimonio storico”, ha detto Sobyanin durante una cerimonia d’inaugurazione.

Principale rivale di Sobyanin nel voto anticipato è il blogger Serguei Navalny, protagonista delle manifestazioni antigovernative moscovite. Trentasette anni, potrebbe raccogliere il 18 per cento dei consensi. Se Sobyanin ha lavorato nell’ombra, rifiutando anche i dibattiti tv, Navalny ha puntato sui media in campagna elettorale, su internet denuncia la politica corrotta.

“Siamo riusciti a demolire la convinzione del Cremlino che nessuno può condurre una campagna elettorale e raccogliere più del tre per cento dei voti senza i suoi soldi e senza l’appoggio della sua televisione”, ha affermato Navalny.

Condannato a luglio per appropriazione indebita, libero in attesa dell’appello, Navalny ha affermato che se diventerà sindaco, il sistema Putin crollerà.

“Il sistema politico messo in piedi da Putin non contemplava la presenza di rischi e prevedeva un virtuale monopolio della politica, che non lasciasse spazio a incertezze e sorprese”, sostiene Maria Lipman, analista del Moscow Carnegie Center . “Credo che uno dei traguardi raggiunti da Navalny sia stato introdurre un elemento di incertezza nella politica russa”.

Con un’eventuale vittoria di Sobyanin, il Cremlino conserverebbe Mosca, diventata bastione del movimento contestatario che ha riempito le strade della capitale dopo le legislative del dicembre 2011. Russia Unita e Putin qui sono minoritari, in base ai risultati delle presidenziali dell’anno scorso.

Scegliendo di anticipare le elezioni, le autorità russe hanno preso alla sprovvista l’opposizione, dando la possibilità ai moscoviti di eleggere il sindaco, che dal 2004 era nominato direttamente dal capo dello Stato. Mosca ha un ruolo chiave: concentra il 20 per cento del PIL del Paese, mentre il sindaco gestisce un budget di oltre 26 miliardi di euro.