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La Siria e il "cambiamento" dell'Iran

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La Siria e il "cambiamento" dell'Iran

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Mentre Barack Obama cerca il sostegno del Congresso per colpire la Siria, uno dei più stretti alleati di Assad è sempre più osservato speciale. Da tempo nel mirino degli Stati Uniti, l’Iran è stato sostenitore materiale della Siria dall’inizio del conflitto, ma questo sostegno potrebbe non essere più incondizionato, come spiega Reza Marashi del Consiglio nazionale iraniano americano: “L’uso di armi chimiche da parte del governo di Assad è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso per molti leader in Iran. Ma mi spingerei oltre dicendo che l’uccisione indiscriminata di siriani innocenti per conto del governo di Assad, da parte del governo di Assad è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso per molti iraniani tempo fa”.

Un incontro sulla crisi in Siria si è tenuto anche all’Istituto di ricerca Brookings, sempre a Washington. Secondo gli esperti, è ancora presto per delineare il futuro assetto del Medio Oriente, e decifrare il nuovo ruolo dell’Iran: “La Siria non è l’alleato di un tempo – spiega l’esperta Suzanne Maloney -. L’interesse strategico dell’Iran è cambiato per il fatto che lo stato è crollato e che il controllo di Bashar del suo territorio è al momento molto limitato. Gli iraniani vogliono assicurarsi di mantenere una certa influenza”.

Secondo il corrispondente di euronews Stefan Grobe, l’Iran potrebbe essere protagonista di un cambiamento non soltanto nella regione, ma anche nei rapporti con gli Stati Uniti. “La comunità della politica estera di Washington è divisa sul ruolo che l’Iran può giocare e che giocherà nel futuro Medio Oriente. La diffidenza nei confronti di Teheran è ancora profonda. Alcuni però intravedono la possibilità di un nuovo tipo di rapporti tra l’Iran e gli Stati Uniti. A patto, però, che in Siria Assad sia sconfitto”.