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G20-Siria: Obama insiste per l'intervento, Hollande aspetta un po'

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G20-Siria: Obama insiste per l'intervento, Hollande aspetta un po'

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La comunità internazionale deve reagire all’attacco chimico con cui gli uomini di Assad hanno colpito cittadini inermi in siria: lo ha detto Barack Obama, nel corso di una conferenza stampa nella quale ha annunciato anche che martedì spiegherà agli americani le sue ragioni.

Un intervento con molte certezze, sulla base delle quali Obama conferma la decisione di intervenire militarmente. Una decisione molto difficile, ha spiegato:

“più di 1400 persone sono state uccise con gas tossici, e più di quattrocento erano bambini. Non è qualcosa che ci siamo inventati, o che usiamo come pretesto per un’azione militare. Io sono stato eletto per metter fine alle guerre, non per iniziarne di nuove”, ha ricordato Obama, che ha elencato i punti principali sui quali sta tentando di convincere il Congresso a votare a favore dell’intervento: breve – ha detto -, con obiettivi specifici e senza mettere a repentaglio la vita dei soldati americani.

Meno deciso – e certamente meno decisivo – l’intervento di François Hollande: il Presidente francese, da tempo schierato tra i favorevoli all’intervento armato ma abbastanza isolato in Europa, ha ora detto di voler attendere il verdetto degli ispettori dell’ONU, prima di prendere una decisione. Ma non è dagli ispettori che si aspetta la verità sui responsabili dell’attacco:

“Il mandato degli ispettori consiste nel verificare se c‘è stato un attacco chimico o no. Noi sappiamo già che sono state usate armi chimiche. Ma è importante che gli ispettori ci dicano di più, se possono”.

Undici Paesi, tra i quali l’Italia che resta però contraria all’intervento armato, hanno firmato un documento nel quale si attribuiscono ad Assad le responsabilità dell’attacco chimico. Non lo ha firmato la Germania.