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Si apre il G20 all'ombra del conflitto siriano

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Si apre il G20 all'ombra del conflitto siriano

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Le relazioni tese fra Washington e Mosca non sono certo un buon viatico per questo G20 che si apre a san Pietroburgo.
I grandi del mondo si sarebbero dovuti riunire in Russia per discutere di economia globale e riforme finanziarie, ma l’ombra del conflitto siriano ha scompaginato il programma e rischia di determinare programma e risultati del vertice.

Dopo un periodo di tensioni, le relazioni fra Stati Uniti e Mosca sono ai minimi termini dai tempi della guerra fredda: il caso Snowden, i diritti umani, il commercio e le soluzioni offerte per la Siria sono sul tappeto. Il rapporto fra il presidente Barack Obama e il suo omologo Vladimir Putin sono a un tale livello che si dubita ci sia un faccia a faccia fra i due”.

Lo statunitense ha cancellato un viaggio decidendo invece d’incontrare il premier svedese Reinfeldt a Stoccolma.

La Casa Bianca ha confermato che non ci sono per ora le condizioni necessarie nell’agenda bilaterale per cui valga la pena tenere un meeting anche a causa di divergenze inerenti il caso Snowden. Davi Schorr, esperto di strategia americana, spiega come l’ex analista della Cia abbia scavato un fossato fra i due paesi: “L’affare Snowden è stata la classica goccia che fa traboccare il vaso. In casi simili Washington aveva estradato sospetti verso la Russia ecco perché l’atteggiamento di Mosca è stato percepito come un affronto”.

Altro tema sul tappeto di questo G20 include discussioni sullo stato dell’economia globale, della lotta all’evasione fiscale, alla regolazione del settore bancario, del commercio e dello sviluppo, ma soprattutto dell’energia tema che interessa l’Unione Europea che per l’energia dipende molto proprio dalla Russia.