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La Grecia e gli aiuti: temi che irrompono nella campagna elettorale tedesca

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La Grecia e gli aiuti: temi che irrompono nella campagna elettorale tedesca

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Siamo di fronte ad elezioni che avranno implicazioni dirette per tutta l’Europa. Nella consultazioni in Germania il Cancelliere Angela Merkel con CDU e CSU saranno in grado di salvaguardare la coalizione con i liberaldemocratici? Oppure gli elettori ormai stanchi di salvataggi nei paesi colpiti dalla crisi, decideranno di votare diversamente? Una consultazione che nell’ Unione Europea viene vissuta con una certa preoccupazione. Le posizioni sugli aiuti verso la Grecia sono divergenti e il dibattito è acceso anche in vista di nuovi possibili sostegni nei confronti di Atene.

Secondo Jo Leinen, dell’Allenza progressista di Socialisti e Democratici tedeschi al Parlamento europeo, le politiche imposte alla Grecia sono state troppo severe: “È stata applicata una politica di austerità a senso unico e credo che le misure introdotte siano carenti di una visione a lungo termine e che siano troppo gravose. Non ci sono dubbi che al termine di queste elezioni tedesche ci sia bisogno di un nuovo pacchetto di aiuti per la Grecia”.

Una prospettiva che secondo Stefan Gehrold del “Konrad Adenauer-Stiftung”, il think-tank di CDU/CSU, non sarebbe pensabile senza le strategie economiche dettate da Angela Merkel: “Se fossero proseguite le politiche economiche dei governi diretti da Verdi e socialdemocratici tra il 1998 e il 2005, la Germania non avrebbe potuto contribuire a nessun piano di salvataggio. Angela Merkel lo ha detto chiaramente nei dibattiti di questi giorni, l’economia tedesca è di nuovo in pista e i cittadini stanno molto meglio oggi rispetto al 2005”.

La querelle sugli aiuti aa Atene ricade in Germania in particolare su alcune fasce della popolazione, sottolinea Josef Janning, del Consiglio tedesco per le relazioni estere: “La disputa essenziale tra i partiti in lizza non è sui possibili voti di protesta ma su quelli della classe media. Quindi non sui super ricchi o i piú poveri ma tra la classe media che ha la sensazione, in un certo senso, di aver dovuto pagare per le politiche economiche. I partiti ora hanno il compito di rassicurare la classe media e indicare come sarà garantito il futuro del paese. In questo modo si potrà andare avanti”.