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Bce, tassi fermi allo 0,5%. Sul tavolo anche il dossier Grecia

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Bce, tassi fermi allo 0,5%. Sul tavolo anche il dossier Grecia

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La ripresa è “acerba” e servono politiche monetarie accomodanti ancora a lungo.

Alla fine del suo vertice decisionale la Banca centrale europea lascia invariato allo 0,5% il tasso di interesse di riferimento.

Con il presidente Draghi che, se da una parte frena gli ottimismi (riviste al ribasso all’1,% le previsioni di crescita dell’Eurozona per il 2014), dall’altra cerca di rassicurare i mercati.

“I rischi che gravano sulle prospettive economiche per la zona euro continuano ad essere al ribasso”, ha detto nella sua dichiarazione.

“Il Consiglio direttivo conferma la previsione per cui i tassi di interesse principali della Bce rimarranno a livelli attuali o più bassi per un periodo di tempo prolungato”.

Draghi ha parlato anche della Grecia, tema caldo se si pensa che, proprio fuori dalle sue finestre, il piccolo partito tedesco Alternativa per la Germania manifestava contro nuovi esborsi da parte dei contribuenti di Berlino.

Il presidente della Bce ha escluso l’ipotesi di un taglio del debito greco, mentre Jeroen Dijsselbloem, capo dell’Eurogruppo, davanti al Parlamento europeo ha aperto a un terzo pacchetto di aiuti.

“È chiaro che, nonostante recenti progressi, i guai della Grecia non saranno, lo ripeto, non saranno completamente risolti entro il 2014”, ha dichiarato. “È realistico presumere che un sostegno aggiuntivo sarà necessario al di là del programma attuale”.

Al Paese, secondo le stime, nel biennio 2014-2015 serviranno circa 11 miliardi di euro.

Ma all’ombra del Partenone sono ancora alle prese con l’ultimo colpo inferto dalla Troika, che martedì ha respinto il piano di ristrutturazione di tre aziende statali. Atene respinge l’ipotesi di bancarotta e licenziamenti e chiede, con forza, un compromesso.