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Siria. Testimonianze dell'attacco chimico

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Siria. Testimonianze dell'attacco chimico

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Chi avesse in mano la pistola è forse ancora argomento di dibattito. Ma che, in Siria, la canna fosse fumante è fuori da ogni dubbio. E ora emergono le testimonianze di chi ha vissuto in prima persona l’attacco chimico durante la notte del 21 agosto, nella periferia di Damasco. Come queste due donne che 3 giorni fa hanno abbandonato le loro abitazioni. Ora sono rifugiate in Libano.

“Mi sono svegliata con una pressione al petto, era come se dovessi vomitare, ma non riuscivo. Non ho avuto conseguenze gravi come molti altri. Mio cugino aveva convulsioni e tremori”.

“Eravamo al quarto piano, ma fino al secondo piano dell’edificio sono tutti morti”.

Umme Mohammed e Umme Mustafa hanno perso 7 membri della loro famiglia. La loro fortuna sarebbe stata proprio quella di essere sufficientemente in alto da assorbire una dose già rarefatta di agente chimico. Quello che i servizi di Stati Uniti e Francia, tra gli altri, sono convinti fosse gas sarin.