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Siria, Putin chiede prove concrete all'Onu e avverte gli Usa: intervento unilaterale sarebbe aggressione

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Siria, Putin chiede prove concrete all'Onu e avverte gli Usa: intervento unilaterale sarebbe aggressione

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Alla vigilia dell’apertura del vertice G20 di San Pietroburgo, il presidente russo Vladimir Putin mette in guardia gli Stati Uniti dall’intraprendere azioni unilaterali in Siria. Al tempo stesso, però, lascia intravedere la possibilità di un cambiamento delle posizioni di Mosca nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Al giornalista che chiede se approverebbe un intervento militare, nel caso in cui fosse dimostrato l’uso di armi chimiche da parte del regime di Damasco, Putin risponde di non escluderlo. Ma sottolinea che, nel rispetto del diritto internazionale, soltanto il Consiglio di sicurezza dell’Onu può sanzionare uno stato sovrano autorizzando l’uso della forza. “Ogni altro pretesto per giustificare un’azione militare – aggiunge – è da considerarsi inammissibile e deve essere interpretato come un’aggressione”.

Una posizione, quella del capo del Cremlino, che non sembra lasciare molto spazio al compromesso. Ma Putin va oltre. Nel corso della stessa intervista, afferma che la Russia potrebbe tornare sulla sua decisione di sospendere la fornitura alla Siria dei missili terra-aria S-300. Armi che servirebbero al regime di Assad per difendersi da eventuali attacchi aerei americani.