ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Nokia, fine di un'azienda un tempo orgoglio della nazione

Lettura in corso:

Nokia, fine di un'azienda un tempo orgoglio della nazione

Dimensioni di testo Aa Aa

In Finlandia, l’umore è quello di una Caporetto.

Nonostante le rassicurazioni del numero uno di Microsoft Steve Ballmer, che ha annunciato investimenti nel Paese per oltre 250 milioni di dollari, c‘è una sola parola per descrivere lo stato d’animo dopo l’acquisto della divisione cellulari di Nokia: shock.

Raramente il destino di un’azienda è stato legato così a doppio filo con quello di un popolo.

Non solo economicamente, spiega Alexander Stubb, ministro finlandese per gli Affari europei e il Commercio estero: “La reazione personale, praticamente di ogni finlandese cresciuto con un Nokia in tasca, è un po’ di commozione. Io, ovviamente, appartengo a tale generazione. Ho provato i primi, enormi cellulari che pesavano come mattoni”, ha detto ai microfoni di Euronews.

“Per cui, c‘è attaccamento emotivo – continua – Perché il tutto è legato anche alla storia di successi della Finlandia moderna. Con Nokia, siamo passati dall’essere tra i primi trenta Paesi ai primi tre, negli anni novanta e duemila. Detto questo, io tendo a vedere sempre il lato positivo in ogni cosa”.

“Ora abbiamo due enormi giganti dell’IT in Finlandia, Microsoft e Nokia. Di quest’ultima, metà delle attività rimangono da noi. La Finlandia, oggi e nel prossimo futuro, diventerà il polo tecnologico d’Europa. È il matrimonio di due giganti e credo che ne uscirà qualcosa di buono”, conclude Stubb.

Se non altro, Nokia conosce il significato della parola “cambiare. Nata nel 1865 come produttrice di carta e di stivali di gomma, l’azienda cresce fino a diventare una conglomerata che fa di tutto, dagli pneumatici ai televisori.

Negli anni novanta tocca al leggendario amministratore delegato Jorma Ollila prenderla in mano e trasformarla nel leader mondiale dei cellulari, con una quota di mercato che nel 2008 tocca il 40%.

Il resto, è storia: perso il treno degli smartphone e colpita dalla concorrenza dei produttori asiatici, conosce un rapido declino.

Il piano ora, dopo aver rilevato la proprietà della joint-venture creata con Siemens, è quello di diventare un’azienda di infrastruttura. Ma il marchio Nokia su un cellulare, con tutta probabilità, non lo vedremo più.