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Croazia, seconda giornata di proteste contro introduzione bilinguismo

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Croazia, seconda giornata di proteste contro introduzione bilinguismo

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Seconda giornata di proteste a Vukovar contro l’introduzione del bilinguismo nella città martire della guerra per l’indipendenza della Croazia.

Ex combattenti e cittadini comuni hanno sfilato davanti agli edifici pubblici dove sono stati installate insegne in alfabeto cirillico e latino. Una decisione contestata dall’opposizione, secondo la quale il bilinguismo non contribuisce a migliorare le relazioni con la minoranza linguistica serba. Tomislav Karamarco, presidente dell’Unione democratica croata, accusa il governo di non rispettare i cittadini.

Replica il sindaco di Vukovar, Zeljko Sabo, che denuncia i tentativi dei partiti di opposizione di strumentalizzare la protesta a fini elettorali: “Stiamo assistendo a un plateale tentativo da parte dell’Unione democratica croata e del Partito croato per i diritti di creare disordini nel paese con l’obiettivo di destabilizzare il governo”.

Lunedì, una cinquantina di manifestanti avevano rimosso e distrutto le nuove insegne poste sugli edifici dell’amministrazione centrale nella città che nel 1991 fu teatro di una delle più sanguinose battaglie tra serbi e croati. Delle sei persone fermate, tre sono ora state rilasciate.