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La guerra incrocia al largo delle coste siriane

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La guerra incrocia al largo delle coste siriane

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In vista dell’annunciato intervento militare statunitense contro il regime di Bashar al-Assad, la Russia ha inviato verso la Siria una nave da ricognizione per raccogliere informazioni nell’area del conflitto in via d’intensificazione. È la seconda nave da guerra russa nell’area.

Perché Mosca non crede alle accuse secondo cui Assad avrebbe usato armi chimiche in operazioni contro i ribelli come ha chiaramente affermato il ministro degli esteri russo Lavrov: “Ci sono troppi punti oscuri”.

Le cose potrebbero essere più complicate di quanto si attendeva il presidente Barack Obama che ha chiesto formalmente al congresso di autorizzare raid militari contro la Siria. Perché i raid dovrebbero partire dalla Turchia e il premier Erdogan non è certo del sostegno della popolazione alle operazioni contro un paese musulmano. Secondo alcuni analisti ci potrebbero essere alcuni attacchi missilistici da parte americana per salvare le apparenze, ma non un’operazione in grande stile.

Questo forse spiega le dichiarazioni di Erdogan che ha spiegato come, se non si facesse nulla il regime di Assad ne approfitterebbe per continuare i massacri. Aggiungendo però che gli alleati di Ankara “non dovrebbero limitarsi a mettere delle pezze solo per tirare a campare”.

Le operazioni, se ci fossero, partirebbero dalle basi nell’est del paese come quella di Incirlik. Finora però, solo la Francia ha manifestato la sua ferma intenzione ad attaccare. Sono in molti i paesi a non volere mettere i piedi nel pantano siriano.