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Nulla di fatto sull'attacco alla Siria, anche la Francia attende il Congresso USA

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Nulla di fatto sull'attacco alla Siria, anche la Francia attende il Congresso USA

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Non saranno forse state le manifestazioni a influenzare la decisione di Obama sull’intervento in Siria, ma per ora l’attacco militare unilaterale non vi sarà, e gli interrogativi crescono.

Decine di persone si erano radunate davanti alla Casa Bianca per protestare prima del discorso di Obama. Il Presidente ha fatto sapere che gli Stati Uniti sono pronti ad agire in qualunque momento, ma ha annunciato di volere cercare il via libera del Congresso per passare all’uso della forza contro Bashar al Assad.

Obama deve fare fronte a notevoli pressioni sia degli oppositori dell’intervento che di quanti lo sostengono. In ogni caso occorre ora attendere che i lavori del Congresso riprendano, il 9 settembre.

Mentre il temporaneo stop di Washington porta i commentatori a interrogarsi sul reale potere degli Stati Uniti nell’arena internazionale, la Francia di François Hollande fa sapere che non agirà da sola e attenderà il Congresso statunitense prima di decidere se punire il governo di Damasco, che considera responsabile dell’attacco con armi chimiche il 21 agosto nei sobborghi della capitale.

Così come negli Stati Uniti, anche in Francia il dissenso nei confronti di un intervento militare arriva da più fronti. Molte le riserve espresse dai politici, così come dalla popolazione, scesa in piazza per dire “no” all’uso della forza.