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Messico: manifestanti contestano la privatizzazione del settore petrolifero

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Messico: manifestanti contestano la privatizzazione del settore petrolifero

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La riforma energetica messicana contestata dalla piazza, alla vigilia del primo resoconto alla nazione del presidente Enrique Pena Nieto, al potere da nove mesi.

Il capo dello Stato ha inviato al Congresso una proposta di modifica della Costituzione per permettere ai privati l’‘accesso e l’utilizzo dei giacimenti petroliferi. Nieto – che lunedì esporrà al Paese la politica del governo – è criticato anche per la riforma dell’istruzione. La sua popolarità è scesa a livelli più bassi rispetto ai suoi predecessori.

“Modernizzare l’industria petrolifera ed energetica con l’obiettivo di rafforzare la nostra indipendenza non richiede un cambiamento della costituzione né la rimozione dello Stato dalle sue attività produttive”, ha detto l’attivista Daniel Gimenez Cacho.

I manifestanti difendono la nazionalizzazione del settore e la compagnia petrolifera pubblica Pemex volute negli anni trenta dall’allora presidente Lazaro Cardenas del Rio. Il Messico è sceso al decimo posto tra i leader petroliferi mondiali, a causa di un calo della produzione del 25 per cento nell’ultimo decennio.