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Obama pensa a un'azione limitata senza truppe sul campo in Siria, ma la decisione finale ancora non c'è

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Obama pensa a un'azione limitata senza truppe sul campo in Siria, ma la decisione finale ancora non c'è

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Barack Obama non ha ancora preso la decisione finale sulla Siria, ma gli Stati uniti si stanno orientando verso una risposta limitata e a tempo determinato, ben diversa dunque dalle avventure afghana e irachena.

Il presidente degli Stati uniti ha rilasciato la sua dichiarazione sulla crisi siriana alla Casa bianca, nel corso di un incontro con i capi di stato dei paesi baltici:

“Il mondo ha l’obbligo di vegliare al mantenimento del bando sulle armi chimiche. Non ho ancora preso la decisione finale riguardo alle azioni che devono essere messe in atto per assicurare il rispetto di queste norme. Ma come ho già detto, con i responsabili militari stiamo valutando una serie di opzioni. In nessun caso ci dirigiamo verso l’invio di soldati sul campo, proprio perché questo implicherebbe una campagna di lungo periodo”.

Washington considera il regime di Damasco responsabile dell’attacco chimico del 21 agosto contro i civili siriani e ritiene che quest’azione sia una sfida al mondo, una minaccia per gli Stati uniti e per i suoi alleati, Israele e Giordania in primo luogo.

“Il mondo non può accettare che donne e bambini vengano uccisi con il gas” ha detto Obama, che ha continuato stigmatizzando l’impotenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Certo, ha continuato il presidente, gli Stati uniti avrebbero preferito un’azione di concerto con la comunità internazionale.

“Nessuno è più stanco di guerra di me”, ha detto il capo della Casa bianca, ma gli Stati uniti devono assolvere la loro missione che è quella di salvaguardare le norme internazionali. “Molti nel mondo pensano che qualcosa debba essere fatto, ma pochi hanno voglia di impegnarsi – ha proseguito il presidente – Tuttavia, non mandare un segnale forte vorrebbe dire che le norme internazionali non hanno più significato”.

Dice il nostro corrispondente da Washington Stefan Grobe:

“L’amministrazione statunitense deve adesso convincere il Congresso e l’opinione pubblica. Gli ultimi sondaggi mostrano che gli americani hanno poca voglia di seguire Obama in un’altra campagna militare in medioriente”.