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Eurozona, cresce la fiducia. Ma resta il problema disoccupazione

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Eurozona, cresce la fiducia. Ma resta il problema disoccupazione

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Una ventata di speranza soffia sulla ripresa della zona euro.

Quel segno più visto tra aprile e giugno dopo ben 6 trimestri in rosso ha spinto verso l’alto tutti gli indici della fiducia di agosto: produzione, servizi, vendite al dettaglio e propensione al consumo.

Risultato: l’indicatore misurato dalla Commissione europea è cresciuto a 95,2 punti, ben oltre le attese. Crisi finita? Non proprio, spiegano gli analisti: la fase acuta è passata ma ancora molto rimane da fare.

Le premesse non mancano: l’inflazione ad agosto dovrebbe scendere all’1,3%, lasciando spazio di manovra alle politiche espansive della Bce e dando respiro al potere di acquisto delle famiglie.

Un pezzo dell’economia reale, però, rimane indietro: è il mercato del lavoro, che, nell’area della moneta unica, a luglio ha visto la disoccupazione restare salda al 12,1%.

Un numero che nasconde al suo interno profonde disparità tra i membri del blocco: se in Germania i senza-lavoro sono appena sopra il 5%, in Grecia e Spagna superano il 26%, più di una persona su quattro.

In Italia, dove siamo ancora fermi al 12%, l’Istat certifica l’emergenza per i giovani: i disoccupati sotto i 25 anni sono ad un passo dal 40%.