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Crepe nel welfare scandinavo, Danimarca e Finlandia costrette a tagliare

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Crepe nel welfare scandinavo, Danimarca e Finlandia costrette a tagliare

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La coda lunga della crisi colpisce anche il Nord Europa e presto ad andarci di mezzo potrebbe essere il tanto decantato sistema di welfare dei Paesi scandinavi.

L’allarme arriva da Copenhagen, dove il ministro delle finanze in un’intervista ha affermato che il Paese non può più permettersi i tanti diritti a cui i danesi sono stati abituati fin da bambini.

Sussidi, scuola, sistema sanitario: il mondo è cambiato e, in ottica di competitività, si guadagna troppo e si lavora troppo poco.

A rischio c‘è la tripla “A” delle agenzie di rating, vista anche la contrazione dell’economia dello 0,2% nel primo semestre dell’anno.

La Danimarca è al secondo posto nella classifica sui livelli di spesa sociale in rapporto al Pil. Il gruppo di testa guidato dalla Francia (l’Italia è sesta) supera di gran lunga la media dell’Ocse al 21.9%.

“Bisogna scegliere”, dice il ministro danese, privilegiando alcuni servizi rispetto ad altri.

Nel mirino ci sono i sussidi di disoccupazione, specialmente dopo un’intervista a un senza-lavoro che nel settembre scorso ha provocato scalpore: ribattezzato “Robert il pigro”, l’uomo ha spiegato di “non volere lavori poco stimolanti”.

La Danimarca, comunque, non è la sola: con il rallentamento economico e l’invecchiamento della popolazione, anche la Finlandia si vede costretta a tirare il freno.

Gli attivi sul totale della forza lavoro sono troppo pochi e il governo di Helsinki ha già annunciato un piano che prevede l’aumento dell’età pensionabile e il taglio dei benefit per gli studenti perché cerchino lavoro prima.

Insieme ad una riforma del congedo di maternità per far tornare le donne in ufficio in anticipo rispetto agli standard attuali.